È boom di iscrizioni Raddoppiate le matricole
Erano 543 un anno fa ora sono 1252 con un balzo in avanti di 700 nuovi studenti Aumenta il Fondo ordinario. Il Rettore: «Via il numero chiuso, anche a Medicina»
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Cresce, per il secondo anno consecutivo, il Fondo di finanziamento ordinario assegnato dal Ministero a Unife, e raddoppiano le immatricolazioni. È un momento da segni più per l’Ateneo ferrarese, sostenuto principalmente dalla qualità della ricerca e dei ricercatori, e dal balzo in avanti delle iscrizioni. Merito, quest’ultimo, anche del ritorno al libero accesso a corsi di laurea che prima erano a numero programmato, ovvero Economia, Biologia e Biotecnologia.
Il che rafforza la mai nascosta contrarietà del Rettore Giorgio Zauli al sistema del numero chiuso. «La vera selezione avviene durante il percorso di studi, e dovrebbe aprirsi una discussione, anche politica, su questo tema. Auspicherei il libero accesso anche per la Facoltà di Medicina perché le valutazioni vanno fatte in prospettiva: tra dieci anni mancheranno 100mila medici», ha dichiarato ieri illustrando, insieme al delegato al Diritto allo Studio Livio Zerbini e alla dirigente del Servizio personale Annachiara Carniello i lusinghieri risultati ottenuti dall’Università estense.
Rispetto all’anno scorso, dunque (vedi tabella) il Fondo di Finanziamento ordinario (Ffo) è cresciuto dell’1,33% con un aumento di 1.028.843 euro che, tolta la voce aggiuntiva della no tax area a sostegno degli studenti economicamente svantaggiati (542.507 euro), significa un incremento “pulito” dei 486.136 euro.
Il Fondo è composto da una quota base (il costo per ogni studente) e di una quota premiale. La prima, che ancora risente della passata “pigrizia” delle iscrizioni, si candida a diventare maggiormente competitiva grazie al boom delle immatricolazioni: al lordo dell’aggiustamento di dicembre, a oggi le matricole sono 1.252, settecento in più rispetto alle 543 pervenute alla stessa data un anno fa. Il grosso si è registrato proprio nei tre corsi di laurea “liberati” dal numero chiuso, oltre che a Ingegneria e Fisica. Il Rettore ha sottolineato un altro aspetto positivo legato alla quota base, ovvero l’inclusione degli studenti del primo anno fuori corso, che finora diventavano «invisibili al sistema universitario».
Particolarmente significativo l’incremento della quota premiale, quella che rappresenta un riconoscimento della qualità della ricerca scientifica e del reclutamento dei ricercatori. In particolare nel triennio 2011-20144, ha ricordato Zauli, Unife è risultata 9ª su 60 Atenei pubblici nella Vqr (Valutazione della qualità della ricerca) dell’Anvur (Agenzia nazionale per la valutazione del Sistema universitario), e ha ottenuto il rapporto più alto tra il numero di ricercatori altamente citati e il numero complessivo dei docenti.
Risultati incoraggianti anche per la qualità del reclutamento dei ricercatori, misurata attraverso gli standard della loro produzione scientifica.
Il trend dunque, sia al capitolo immatricolazioni che a quello relativo al Ffo è ben chiaro e definito per Unife, che, come evidenziano le tabelle pubblicate sul sito del Miur, è tra i 21 Atenei italiani ad aver ottenuto un Fondo di finanziamento ordinario maggiore rispetto all’anno precedente, unico in tutta l’Emilia Romagna.
«Il nostro obiettivo - ha concluso Zauli - è quello di far laureare il numero maggiore possibile di giovani. È un problema ricorrente, a livello nazionale, il mancato aumento di laureati, e bisogna agevolare il più possibile gli studi. Bene dunque la no tax area che garantisce l’esonero o tasse calmierate per studenti meno abbienti, ma bene sarebbe anche togliere ogni paletto di ingresso anche a Facoltà ormai storicamente a numero programmato come Medicina».
Alessandra Mura
Il che rafforza la mai nascosta contrarietà del Rettore Giorgio Zauli al sistema del numero chiuso. «La vera selezione avviene durante il percorso di studi, e dovrebbe aprirsi una discussione, anche politica, su questo tema. Auspicherei il libero accesso anche per la Facoltà di Medicina perché le valutazioni vanno fatte in prospettiva: tra dieci anni mancheranno 100mila medici», ha dichiarato ieri illustrando, insieme al delegato al Diritto allo Studio Livio Zerbini e alla dirigente del Servizio personale Annachiara Carniello i lusinghieri risultati ottenuti dall’Università estense.
Rispetto all’anno scorso, dunque (vedi tabella) il Fondo di Finanziamento ordinario (Ffo) è cresciuto dell’1,33% con un aumento di 1.028.843 euro che, tolta la voce aggiuntiva della no tax area a sostegno degli studenti economicamente svantaggiati (542.507 euro), significa un incremento “pulito” dei 486.136 euro.
Il Fondo è composto da una quota base (il costo per ogni studente) e di una quota premiale. La prima, che ancora risente della passata “pigrizia” delle iscrizioni, si candida a diventare maggiormente competitiva grazie al boom delle immatricolazioni: al lordo dell’aggiustamento di dicembre, a oggi le matricole sono 1.252, settecento in più rispetto alle 543 pervenute alla stessa data un anno fa. Il grosso si è registrato proprio nei tre corsi di laurea “liberati” dal numero chiuso, oltre che a Ingegneria e Fisica. Il Rettore ha sottolineato un altro aspetto positivo legato alla quota base, ovvero l’inclusione degli studenti del primo anno fuori corso, che finora diventavano «invisibili al sistema universitario».
Particolarmente significativo l’incremento della quota premiale, quella che rappresenta un riconoscimento della qualità della ricerca scientifica e del reclutamento dei ricercatori. In particolare nel triennio 2011-20144, ha ricordato Zauli, Unife è risultata 9ª su 60 Atenei pubblici nella Vqr (Valutazione della qualità della ricerca) dell’Anvur (Agenzia nazionale per la valutazione del Sistema universitario), e ha ottenuto il rapporto più alto tra il numero di ricercatori altamente citati e il numero complessivo dei docenti.
Risultati incoraggianti anche per la qualità del reclutamento dei ricercatori, misurata attraverso gli standard della loro produzione scientifica.
Il trend dunque, sia al capitolo immatricolazioni che a quello relativo al Ffo è ben chiaro e definito per Unife, che, come evidenziano le tabelle pubblicate sul sito del Miur, è tra i 21 Atenei italiani ad aver ottenuto un Fondo di finanziamento ordinario maggiore rispetto all’anno precedente, unico in tutta l’Emilia Romagna.
«Il nostro obiettivo - ha concluso Zauli - è quello di far laureare il numero maggiore possibile di giovani. È un problema ricorrente, a livello nazionale, il mancato aumento di laureati, e bisogna agevolare il più possibile gli studi. Bene dunque la no tax area che garantisce l’esonero o tasse calmierate per studenti meno abbienti, ma bene sarebbe anche togliere ogni paletto di ingresso anche a Facoltà ormai storicamente a numero programmato come Medicina».
Alessandra Mura
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