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l'omicidio di valencia

Eder sarà processato a Ferrara

Eder sarà processato a Ferrara

La Corte d’Appello di Genova nega l’estradizione alla Spagna. L’arrestato trasferito in queste ore all’Arginone

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FERRARA. In queste ore Eder Guidarelli sarà trasferito dal carcere di Imperia all’Arginone. Oggi (15 settembre) la Corte d’Appello di Genova ha disposto, con una decisione quasi scontata arrivata dopo una camera di consiglio-lampo, che il giovane accusato di aver ucciso a Valencia Marcello Cenci dovrà essere processato in Italia.

I giudici genovesi erano chiamati a pronunciarsi sulla richiesta di consegna dell’indagato da parte dell’autorità giudiziaria spagnola, domanda scaturita dal fatto che il delitto era avvenuto a Valencia. Ma a favore della competenza italiana c’erano diverse circostanze. A cominciare dal fatto (come previsto dall’articolo 9 del codice di procedura penale) che accusato e vittima siano entrambi italiani, e l’indagato detenuto in Italia.

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A rafforzare l’attribuzione del caso alla magistratura italiana, anche la legge del 2005 che regola le norme sul Mandato di Arresto Europeo, e che tra le ragioni per negare la consegna di un indagato a un Paese straniero include anche la presenza di un procedimento penale già aperto in Italia. E la procura ferrarese, come noto, si era già mossa nell’immediatezza del delitto, avvenuto nella notte tra sabato 1 e domenica 2 luglio.

I carabinieri, coordinati dal pubblico ministero Ciro Alberto Savino, avevano raccolto una serie di riscontri importanti a carico di Eder Guidarelli, ottenendo dal gip un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, che gli era stata notificata dai militari il 21 luglio nel penitenziario di Imperia. Un lavoro di indagine che, nell’attesa del pronunciamento della Corte d’Appello di Genova, aveva già blindato un quadro probatorio molto pesante per il giovane indagato, a cui è stato contestato l’omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, dalla minorata difesa della vittima e dal fatto che quest’ultima avesse già subito episodi di stalking.

Del resto, fin da subito gli inquirenti ferraresi si erano detti ottimisti - visti i presupposti giuridici e normativi - su un pronunciamento della Corte d’Appello di Genova contrario all’estradizione in Spagna dell’arrestato.

«Una decisione obbligata - commenta l’avvocato Eugenio Gallerani, difensore di Guidarelli - Si attendeva solo la trasmissione del Mandato di Arresto Europeo da parte della magistratura spagnola. L’atto è pervenuto il 30 agosto, da quel momento è stato possibile fissare la sentenza. Ora attendiamo che l’autorità giudiziaria spagnola trasmetta anche tutti gli altri atti relativi alle indagini svolte dagli inquirenti spagnoli a Valencia».

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Tra questi, i risultati dell’autopsia, un accertamento che in Italia è stato compromesso dallo stato non integro del corpo. Ma l’inchiesta sul delitto di Valencia, da parte degli inquirenti ferraresi, di fatto è già chiusa. Nell’ordinanza di custodia cautelare, il gip scrive che Eder uccise Marcello «con lucida determinazione». L’indagato, sostiene l’accusa, non agì seguendo un moto d’impulso, ma pianificando il delitto, seppure in modo maldestro e lasciando tracce e indizi ovunque. È partito per la Spagna con tutto l’abbigliamento necessario per l’utilizzo dello scooter che avrebbe noleggiato a Valencia. Con sé aveva una piantina della città spagnola, con l’indirizzo di Cenci segnato. Lo ha atteso sotto casa per un’ora e mezza, e quando Cenci è tornato alla fine del suo turno di barista, lo ha aggredito alle spalle e strangolato con una corda. In auto, quando alla fine si è consegnato ai carabinieri di Ventimiglia, Eder aveva una camicia lavata ma con tracce di sangue compatibili a quelle di Cenci, e il telefonino della vittima. Ma lui continua a negare.

Alessandra Mura
 

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