Internazionale a Ferrara Obiettivo sul mondo
di Andrea Scutellà
Presentato ieri a Roma il programma della manifestazione con tanti ospiti Dal 29 settembre al 1º ottobre una panoramica sui problemi del nostro tempo
3 MINUTI DI LETTURA
ROMA. «Sembra sia passato un secolo dalla scorsa edizione, invece è solo un anno. Ma il quadro è molto più cupo: non abbiamo fatto in tempo a riprenderci dalla Brexit che è arrivato Trump, nel Mediterraneo abbiamo assistito a una svolta drammatica e l’Europa sembra aver smarrito la strada».
Nelle parole di Chiara Nielsen, direttrice del Festival della rivista Internazionale a Ferrara, c’è un mondo che ha perso la bussola. Dove il ritorno dei nazionalismi, la xenofobia, il razzismo, le muraglie che si alzano dentro e fuori dall’Europa e la propaganda che viene scambiata per informazione – è il caso delle fake news, che non sono solo delle innocue “bufale” -, la fanno da padroni.
Per cercare di ritrovare la rotta Internazionale torna a Ferrara. Una città che «non è solo location o orecchio – spiega il sindaco Tiziano Tagliani - ma ha dimostrato in tutti questi anni la grande capacità di interagire, anche con momenti di conflittualità dialettica su temi che i cittadini sentono profondamente, come l'accoglienza o la qualità e la libertà di informazione». Non una finestra, ma un punto d’incontro, un crocevia di esperienze, un’agorà in cui mettersi seduti e iniziare a dialogare sul mondo circostante. «Il mondo del nostro logo quest’anno ha un cannocchiale – spiega Giovanni De Mauro, direttore di Internazionale -, per cercare una direzione, mettere in prospettiva le cose, guardarle dalla giusta distanza per vedere non solo crisi ma anche le possibili soluzioni».
I “viandanti” che passeranno quest’anno da Ferrara sono molti e importanti. Oltre 250 ospiti provenienti da 40 paesi e da 4 continenti, per un totale di 130 incontri di 250 ore. Si inizia con Can Dundar, ex direttore del quotidiano turco Cumhuriyet, condannato per spionaggio e rivelazione di segreti di stato, insieme al redattore Erdem Gul, per un’inchiesta sui rapporti tra la Turchia e lo Stato islamico. Riceverà il premio intitolato ad Anna Politkovskaja, nato per ricordare la giornalista russa uccisa a Mosca nel 2006 e «concepito con l’intento di sostenere l’impegno e il coraggio di reporter che nel mondo si sono distinti per le loro inchieste».
Si proseguirà con Angela Davis, femminista ed ex militante del Partito comunista statunitense, e dagli States arriverà anche John Lewis che nel 1963 era fianco di Marthin Luther King, quando lo storico leader afroamericano pronunciò il celebre discorso “I have a dream”. Dalla parte sud del continente americano arriveranno la giornalista colombiana Marta Ruiz e il fotografo Oscar B. Castillo, che attraverso le sue opere racconterà la crisi venezuelana. Tra i leader politici che saranno presenti emergono due grandi leader del passato recente, come Romano Prodi e l’ex ministro delle Finanze greco Yannis Varoufakis, oggi alle prese con la creazione del movimento europeo Diem 25, e il socialista belga Paul Magnette, che si è opposto all’accordo di libero scambio tra il Canada e l’Unione europea. Sarà nutrita anche la platea degli scrittori: dagli indiani Amitav Gosh e Pankaj Mishra al siriano Khaled Khalifa. Grande attenzione a una nuova forma di racconto della realtà: la graphic novel, con il canadese Guy Delisle e l’italiano Michele Rech, in arte Zerocalcare. Importante anche il contributo di Medici senza frontiere, tra i partner dell’evento, che salirà a bordo per raccontare le emergenze del mondo in presa da diretta: dal Mediterraneo alla Libia, dallo Yemen all’Iraq.
Nelle parole di Chiara Nielsen, direttrice del Festival della rivista Internazionale a Ferrara, c’è un mondo che ha perso la bussola. Dove il ritorno dei nazionalismi, la xenofobia, il razzismo, le muraglie che si alzano dentro e fuori dall’Europa e la propaganda che viene scambiata per informazione – è il caso delle fake news, che non sono solo delle innocue “bufale” -, la fanno da padroni.
Per cercare di ritrovare la rotta Internazionale torna a Ferrara. Una città che «non è solo location o orecchio – spiega il sindaco Tiziano Tagliani - ma ha dimostrato in tutti questi anni la grande capacità di interagire, anche con momenti di conflittualità dialettica su temi che i cittadini sentono profondamente, come l'accoglienza o la qualità e la libertà di informazione». Non una finestra, ma un punto d’incontro, un crocevia di esperienze, un’agorà in cui mettersi seduti e iniziare a dialogare sul mondo circostante. «Il mondo del nostro logo quest’anno ha un cannocchiale – spiega Giovanni De Mauro, direttore di Internazionale -, per cercare una direzione, mettere in prospettiva le cose, guardarle dalla giusta distanza per vedere non solo crisi ma anche le possibili soluzioni».
I “viandanti” che passeranno quest’anno da Ferrara sono molti e importanti. Oltre 250 ospiti provenienti da 40 paesi e da 4 continenti, per un totale di 130 incontri di 250 ore. Si inizia con Can Dundar, ex direttore del quotidiano turco Cumhuriyet, condannato per spionaggio e rivelazione di segreti di stato, insieme al redattore Erdem Gul, per un’inchiesta sui rapporti tra la Turchia e lo Stato islamico. Riceverà il premio intitolato ad Anna Politkovskaja, nato per ricordare la giornalista russa uccisa a Mosca nel 2006 e «concepito con l’intento di sostenere l’impegno e il coraggio di reporter che nel mondo si sono distinti per le loro inchieste».
Si proseguirà con Angela Davis, femminista ed ex militante del Partito comunista statunitense, e dagli States arriverà anche John Lewis che nel 1963 era fianco di Marthin Luther King, quando lo storico leader afroamericano pronunciò il celebre discorso “I have a dream”. Dalla parte sud del continente americano arriveranno la giornalista colombiana Marta Ruiz e il fotografo Oscar B. Castillo, che attraverso le sue opere racconterà la crisi venezuelana. Tra i leader politici che saranno presenti emergono due grandi leader del passato recente, come Romano Prodi e l’ex ministro delle Finanze greco Yannis Varoufakis, oggi alle prese con la creazione del movimento europeo Diem 25, e il socialista belga Paul Magnette, che si è opposto all’accordo di libero scambio tra il Canada e l’Unione europea. Sarà nutrita anche la platea degli scrittori: dagli indiani Amitav Gosh e Pankaj Mishra al siriano Khaled Khalifa. Grande attenzione a una nuova forma di racconto della realtà: la graphic novel, con il canadese Guy Delisle e l’italiano Michele Rech, in arte Zerocalcare. Importante anche il contributo di Medici senza frontiere, tra i partner dell’evento, che salirà a bordo per raccontare le emergenze del mondo in presa da diretta: dal Mediterraneo alla Libia, dallo Yemen all’Iraq.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
