Lacrime per la morte dell’operaio
E’ deceduto dopo aver lottato per due giorni l’uomo di 36 anni caduto dal tetto della Bompani: lascia quattro figli
OSTELLATO. Non ce l’ha fatta Roberto Chiapparra, l’operaio di 36 anni caduto lunedì scorso dal tetto della Bompani mentre stava lavorando. Le sue condizioni sono apparse subito gravissime e l’uomo è rimasto nel reparto di rianimazione dell’ospedale Sant’Anna di Cona a lottare per due giorni contro la morte. Già mercoledì mattina voci sulla sua morte si sono rincorse tra strade e piazze ma come spesso accade anche se i medici tolgono ogni speranza, la notizia del decesso non può essere data se non dopo comunicato ufficiale da parte dei medici stessi. L’uomo, originario di Palermo e dipendente di una cooperativa di Verona, lascia la moglie e quattro figli di diverse età. Si era trasferito in Veneto perché aveva trovato lavoro ed era stato assunto dalla cooperativa per la sua bravura e professionalità. Ecco perché la caduta e soprattutto la morte sembra ancora più assurda. Seppur giovane d’età, l’operaio siciliano aveva tanta esperienza avendo iniziato a lavorare da giovanissimo.
Sulle cause della tragedia, indagano i carabinieri di Portomaggiore che, ascoltando diversi testimoni, vogliono capire se siano state rispettate o meno tutte le regole dettate dalla normativa per la sicurezza sul lavoro. «È una tragedia che pesa tantissimo sulla nostra comunità - ha detto il sindaco di Ostellato, Andrea Marchi - E non solo perché è morto un operaio, un padre che lascia quattro figli e una moglie. È una tragedia perché non si può e non si deve morire mentre si lavora e il mio pensiero va anche a tutti coloro che da sempre investono sulla sicurezza e si trovano oggi con il cuore pieno di dolore».
Le macchine che per qualche ora hanno tenuto in vita l’operaio, sono state spente nella giornata di mercoledì, quando i medici ne hanno dichiarato la morte. La famiglia non avrebbe dato il via all’espianto degli organi. La salma è stata portata i camera mortuaria, dove sono arrivati diversi perenti e sarà portata molto probabilmente a Palermo, dove l’uomo è nato e cresciuto. Intanto le indagini vanno avanti anche da parte della medicina del lavoro.
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