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Partecipanza, commissario in vista

Nulla di fatto nel tentativo di conciliazione tra i gruppi 

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CENTO. «Andato a vuoto il tentativo di trovare una soluzione alla attuale crisi di governo della Partecipanza Agraria di Cento. Attendiamo ora l'intervento da parte della Regione per andare dritti verso il commissariamento». Dopo l'esposto presentato e l'incontro avuto a luglio in Regione, i nove consiglieri all'opposizione Fabrizio Balboni, Valter Balboni, Sauro Bregoli, Flavio Draghetti, Vasco Fortini, Fausto Gallerani, Mirco Gallerani, Tiziano Pirani e Alessandro Tassinari, attendono ora che l'ente di controllo attivi la procedura di commissariamento.

«Andato a vuoto il tentativo, messo in campo lunedì scorso con una riunione informale del consiglio, di trovare un'intesa che possa garantire la formazione di un nuovo governo».

L'incontro non ha dato alcun esito positivo, anzi: «Erano assenti, non solo il consigliere Massimo Pirani, ma anche il presidente Aproniano Tassinari. L’assenza ha delegittimato il tentativo del consigliere Corrado Borgatti di arrivare a una soluzione che prevedesse le sue dimissioni da presidente».

Poi lo scontro tra il consigliere Mirco Gallerani e il vicepresidente Sandro Balboni sull'apertura della Partecipanza alle donne: «Gallerani – sottolineano i 9 d'opposizione - da oltre vent’anni si prodiga per vedere riconosciuta la costituzione italiana verso i diritti delle donne in Partecipanza. Balboni invece si è mosso solo per opporsi. Nonostante l'impegno di Borgatti, a fine incontro, di presentare una proposta di nuovo organigramma, tutto è saltato».

I consiglieri di maggioranza Bruno Casoni, Renato Borgatti, Sandro Balboni, Raffaele Gilli, Fabio Ferioli, Corrado Borgatti, Alfredo Cristofori, Massimo Pirani e il presidente Aproniano Tassinari (seppur assenti), hanno rivisto la loro posizione, comunicando che «con gli atteggiamenti tenuti da Mirco Gallerani, non riteniamo ci siano gli estremi per una fattiva possibilità di un sereno confronto».

Ma il rischio è chiaro: «Senza nessun accordo – riferiscono i 9 d'opposizione – non ci sarà nessun atto, nessuna assemblea dei capisti, nessuna riforma. A rischio pure la divisione del 2019. E con l'arrivo del commissario, per ogni atto al di fuori dell'ordinario, si dovrà attendere l'esito di nuove elezioni».



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