Patrimonio, il tribunale nomina un curatore
Un avvocato sostituisce il presidente dell’ente come custode degli edifici pignorati La decisione del giudice per il mancato rendiconto della gestione. Orlandini accusa
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CENTO. Il Tribunale di Ferrara nomina un curatore e custode giudiziario per il Patrimonio Studi. È l'avvocato Chiara Brentel di Ferrara, che va a sostituire l'attuale presidente Romina Filippini, nell'amministrazione e cura degli immobili pignorati.
È l'ultimo colpo di scena di una vicenda, quella dell'esecuzione del pignoramento dei beni di proprietà del Patrimonio Studi di Cento da parte della Rensintec, che si trascina dal 2013. Il 12 settembre, infatti, il giudice dell'esecuzione del tribunale di Ferrara ha nominato un curatore e custode giudiziario dei beni pignorati, in sostituzione della Filippini. Una decisione derivata dal fatto che il Patrimonio Studi non ha reso conto della propria gestione - dalla data del pignoramento ad oggi - contravvenendo nell’ambito della procedura agli obblighi di leggei. Una decisione volta a garantire lo svolgimento dell’iter e ad assicurare conservazione e amministrazione degli immobiliari pignorati.
«La riprova di un'amministrazione non attenta al bene del Patrimonio Studi e debita solo a gettare fango su chi ha restaurato e restituito alla città il liceo e la chiesa di san Lorenzo - contesta l'ex presidente del Patrimonio Studi Adriano Orlandini -. Se la commissione presieduta dalla Filippini avesse perfezionato il rogito della permuta, già predisposto dal notaio, il pignoramento degli immobili del Patrimonio Studi non sarebbe mai avvenuto. Un danno per la Fondazione, che va ben oltre i 300 mila euro». L’ex presidente Orlandini rinvia così al mittente qualsiasi responsabilità sul pignoramento dei beni del Patrimonio. L'allora commissione, riferisce Orlandini «si è comportata correttamente, a cominciare dall'impegno di rogitare la permuta dell’immobile di via Lamborghini 20 (valutato 470 mila euro) non appena ottenuta la sanatoria, a seguito della Dia presentata in Comune il 20 agosto 2013». Tempo utile per il rogito «6 mesi dalla data del preliminare, e questo cautelava il Patrimonio da eventuali ritardi nel rilascio della sanatoria. La nuova commissione, insediatasi a fine ottobre 2013, ebbe a disposizione più di 5 mesi per rogitare, cosa però che non volle fare, adducendo scuse risibili».
A sostenere poi il fatto che il Patrimonio avesse sufficienti risorse anche per saldare il debito, in attesa dei contributi per la ricostruzione – nei giorni scorsi l'incontro in Regione dove Comune e Patrimonio Studi sono andati per aggiornamenti sulla pratica Mude -, Orlandini: «Quando ho lasciato la presidenza, sul conto corrente dell'ente c'erano 323mila euro...». (b.b.)
È l'ultimo colpo di scena di una vicenda, quella dell'esecuzione del pignoramento dei beni di proprietà del Patrimonio Studi di Cento da parte della Rensintec, che si trascina dal 2013. Il 12 settembre, infatti, il giudice dell'esecuzione del tribunale di Ferrara ha nominato un curatore e custode giudiziario dei beni pignorati, in sostituzione della Filippini. Una decisione derivata dal fatto che il Patrimonio Studi non ha reso conto della propria gestione - dalla data del pignoramento ad oggi - contravvenendo nell’ambito della procedura agli obblighi di leggei. Una decisione volta a garantire lo svolgimento dell’iter e ad assicurare conservazione e amministrazione degli immobiliari pignorati.
«La riprova di un'amministrazione non attenta al bene del Patrimonio Studi e debita solo a gettare fango su chi ha restaurato e restituito alla città il liceo e la chiesa di san Lorenzo - contesta l'ex presidente del Patrimonio Studi Adriano Orlandini -. Se la commissione presieduta dalla Filippini avesse perfezionato il rogito della permuta, già predisposto dal notaio, il pignoramento degli immobili del Patrimonio Studi non sarebbe mai avvenuto. Un danno per la Fondazione, che va ben oltre i 300 mila euro». L’ex presidente Orlandini rinvia così al mittente qualsiasi responsabilità sul pignoramento dei beni del Patrimonio. L'allora commissione, riferisce Orlandini «si è comportata correttamente, a cominciare dall'impegno di rogitare la permuta dell’immobile di via Lamborghini 20 (valutato 470 mila euro) non appena ottenuta la sanatoria, a seguito della Dia presentata in Comune il 20 agosto 2013». Tempo utile per il rogito «6 mesi dalla data del preliminare, e questo cautelava il Patrimonio da eventuali ritardi nel rilascio della sanatoria. La nuova commissione, insediatasi a fine ottobre 2013, ebbe a disposizione più di 5 mesi per rogitare, cosa però che non volle fare, adducendo scuse risibili».
A sostenere poi il fatto che il Patrimonio avesse sufficienti risorse anche per saldare il debito, in attesa dei contributi per la ricostruzione – nei giorni scorsi l'incontro in Regione dove Comune e Patrimonio Studi sono andati per aggiornamenti sulla pratica Mude -, Orlandini: «Quando ho lasciato la presidenza, sul conto corrente dell'ente c'erano 323mila euro...». (b.b.)
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