«A Porta Ferrara l'erba alta rifugio per bisce e topi»
Nuova protesta dei residenti che dopo aver più volte contattato gli amministratori dei beni ex Coop Costruzioni Bologna, finita in liquidazione, dicono di non avere ottenuto nessuna risposta alle richieste di mantenere curato il verde degli immobili
FERRARA. L’erba lunga, le bisce e i topi. A Villa Fulvia, attorno al centro commerciale, da anni è sorto un quartiere che continua ad avere lo stesso problema. Si chiama Porta Ferrara, l'intervento edilizio è stato realizzato da Coop Costruzioni Bologna nel 2009 e molte abitazioni sono state inaugurate sette anni fa prima che la società felsinea finisse in liquidazione. Anche a causa di questo sviluppo negli ultimi anni, protestano i residenti, l’amministrazione che ha preso le redini della procedura giudiziaria non sta curando in modo puntuale il verde di sua competenza creando più di qualche problema a chi vive nella zona. I cittadini dicono di aver più volte contattato i referenti ferrarese (Antonio Santandrea) e bolognese (Ettore Del Bordello) della stessa procedura ma senza avere ottenuto alcun risultato. Nel frattempo alcuni dei beni della coop sono finiti all'asta, ma mentre il percorso amministrativo procede, la manutenzione del verde è ferma al palo.
Le lamentele dei residenti riguardano anche «lo stato di abbandono e incuria della palazzina di fronte al Conad, angolo via Righini – precisano gli abitanti della zona - Abbiamo anche chiesto da tempo la cessione dei servizi da privato al Comune, ma la cosa non è andata a buon fine. Chi li ha visti dice che di notte i topolini fanno la hola nella palazzina disabitata». I cittadini, che in passato hanno ricevuto un aiuto dal Comune (pur non competente nel fatto specifico, non essendo proprietario delle aree) non riescono a trovare un interlocutore e si sono rivolti al giornale. «Di fronte ai silenzi di chi dovrebbe occuparsi della questione – concludono – ci stiamo muovendo per presentare un ulteriore esposto agli organi competenti, Arpa compresa, per segnalare la situazione di quelle aree mai trasferite al Comune, dove per tutta l’estate si sono visti anche bisce e altri animali».
La protesta arriva negli stessi giorni in cui l'amministrazione municipale annuncia che il regolamento urbano prevede a carico dei proprietari di immobili l'obbligo di tagliare le erbacce che crescono nelle aderenze degli edifici e dei muri di cinta, oltre ai rami che sporgono ad un'altezza inferiore a tre metri. Una notizia che ieri ha suscitato un dibattito nutrito e non proprio sereno tra i frequentatori dei social network. La sanzione prevista per gli inadempienti è di 225 euro.
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