«Aprire un arbitrato anche per gli azionisti»
La richiesta delle associazioni dei consumatori per i risparmiatori Carife Procedure Anac in salita: tutto si giocherà sul profilo dell’investitore
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I rimborsi agli obbligazionisti Carife che hanno scelto la via forfettaria finora hanno coperto solo il 55% delle richieste (se ne attendevano 7000, ne sono arrivate 15.400) e non pochi risparmiatori in questi giorni si stanno rivolgendo preoccupati alle associazioni dei consumatori, temendo che i soldi siano finiti. In realtà le procedure di rimborso andranno avanti ancora fino a dicembre, ma il ritardo resta, a parere delle associazioni, «vergognoso».
Un occhio al (quasi) passato (i rimborsi all’80%) e uno alle prossime battaglie: ieri Adiconsum, Lega Consumatori e Federconsumatori hanno fatto il punto sugli arbitrati Anac per gli obbligazionisti extra forfait e sulla condizione degli azionisti esclusi da ogni procedura di rimborso e per di più bollati come speculatori. Al contrario, hanno sottolineato i rappresentanti delle associazioni, gli azionisti sono quasi sempre clienti che hanno accolto la proposta di sostenere la banca tramite l’acquisto dei titoli, con investimenti non superiori ai 20mila euro.
È per loro che le associazioni chiedono ora al Governo e al sistema bancario un «atto politico» simile a quello attuato per gli obbligazionisti: una procedura arbitrale anche per gli azionisti azzerati. Anzi, cancellati, come notificato di recente da Bper aggiungendo al danno la beffa: «I titoli sono spariti. Di fatto, un esproprio», chiosano i rappresentanti dei consumatori. Estendere la possibilità di arbitrato agli azionisti significherebbe dunque mettere a tacere le polemiche su presunte speculazioni.
Quella degli azionisti, continuano le associazioni, è una ferita aperta, e il processo agli ex dirigenti Carife sull’aumento di capitale è lì a dimostrarlo. Il 20 settembre si apre l’udienza preliminare al Quadrifoglio di Ponte. Dodici gli imputati, ma «a nostro avviso - notano le associazioni - c’è stata anche una grave responsabilità di mancato controllo da parte di Bankitalia e Consob». Già 800 le parti lese in seguito a presentazione di querela: «Sono coloro che potranno presenziare all’udienza del 20. Ai moltissimi altri che intendono costituirsi parte civile chiediamo di non venire di persona», è l’invito delle associazioni, chiarendo che solo i possessori di titoli acquistati dopo il 2011 (con l’aumento di capitale) possono costituirsi.
Molto ardua si annuncia la battaglia sugli arbitrati Anac, che si giocherà soprattutto sul profilo dei singoli investitori. La scadenza per le domande è il 12 novembre, e il consiglio è quello di non aspettare l’ultimo momento, il limite massimo è quindici giorni prima del termine.
Un ultimo capitolo riguarda il fondo da 200mila euro stanziato dalla Regione per elargire un rimborso di 100 euro a ciascun obbligazionista che ha seguito la procedura forfettaria. A fronte di 2176 domande, la Regione ha dunque deciso di stanziare ulteriori 200mila euro. Per il rimborso i bondisti possono rivolgersi alle associazioni dei consumatori che hanno firmato il relativo protocollo con la Regione. Un ultimo avviso, in nome della chiarezza: gli obbligazionisti che hanno già intrapreso la procedura di rimborso forfettaria all’80% non possono ricorrere all’arbitrato Anac per recuperare il resto della somma. (a.m.)
Un occhio al (quasi) passato (i rimborsi all’80%) e uno alle prossime battaglie: ieri Adiconsum, Lega Consumatori e Federconsumatori hanno fatto il punto sugli arbitrati Anac per gli obbligazionisti extra forfait e sulla condizione degli azionisti esclusi da ogni procedura di rimborso e per di più bollati come speculatori. Al contrario, hanno sottolineato i rappresentanti delle associazioni, gli azionisti sono quasi sempre clienti che hanno accolto la proposta di sostenere la banca tramite l’acquisto dei titoli, con investimenti non superiori ai 20mila euro.
È per loro che le associazioni chiedono ora al Governo e al sistema bancario un «atto politico» simile a quello attuato per gli obbligazionisti: una procedura arbitrale anche per gli azionisti azzerati. Anzi, cancellati, come notificato di recente da Bper aggiungendo al danno la beffa: «I titoli sono spariti. Di fatto, un esproprio», chiosano i rappresentanti dei consumatori. Estendere la possibilità di arbitrato agli azionisti significherebbe dunque mettere a tacere le polemiche su presunte speculazioni.
Quella degli azionisti, continuano le associazioni, è una ferita aperta, e il processo agli ex dirigenti Carife sull’aumento di capitale è lì a dimostrarlo. Il 20 settembre si apre l’udienza preliminare al Quadrifoglio di Ponte. Dodici gli imputati, ma «a nostro avviso - notano le associazioni - c’è stata anche una grave responsabilità di mancato controllo da parte di Bankitalia e Consob». Già 800 le parti lese in seguito a presentazione di querela: «Sono coloro che potranno presenziare all’udienza del 20. Ai moltissimi altri che intendono costituirsi parte civile chiediamo di non venire di persona», è l’invito delle associazioni, chiarendo che solo i possessori di titoli acquistati dopo il 2011 (con l’aumento di capitale) possono costituirsi.
Molto ardua si annuncia la battaglia sugli arbitrati Anac, che si giocherà soprattutto sul profilo dei singoli investitori. La scadenza per le domande è il 12 novembre, e il consiglio è quello di non aspettare l’ultimo momento, il limite massimo è quindici giorni prima del termine.
Un ultimo capitolo riguarda il fondo da 200mila euro stanziato dalla Regione per elargire un rimborso di 100 euro a ciascun obbligazionista che ha seguito la procedura forfettaria. A fronte di 2176 domande, la Regione ha dunque deciso di stanziare ulteriori 200mila euro. Per il rimborso i bondisti possono rivolgersi alle associazioni dei consumatori che hanno firmato il relativo protocollo con la Regione. Un ultimo avviso, in nome della chiarezza: gli obbligazionisti che hanno già intrapreso la procedura di rimborso forfettaria all’80% non possono ricorrere all’arbitrato Anac per recuperare il resto della somma. (a.m.)
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