Il prefetto: i militari entreranno in servizio in zona Gad
Ferrara, al Meis attualmente non servono. Lega e M5s: bocciato Modonesi
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FERRARA. Dal momento del loro arrivo a Ferrara, annunciato per il 25 settembre ma ancora non confermato ufficialmente, i 12 militari messi a disposizione del ministro Minniti saranno impiegati «nell’ambito del dispositivo quotidiano di controlli in zona Gad», almeno fino a quando non ci saranno esigenze più stringenti altrove, «in particolare con l’apertura del Meis». È questa la formula con la quale il prefetto Michele Tortora riassume l’esito della Comitato per la sicurezza convocata ieri mattina proprio per discutere l’impiego dei soldati; un esito «ancora interlocutorio, perché non siamo a conoscenza delle regole d’ingaggio di questo contingente. Di certo tutti i partecipanti al comitato hanno riconosciuto l’utilità dell’operazione Periferie sicure e dell’opportunità di dare continuità a questi controlli: al momento, ribadisco, c’è l’esigenza di rinforzi in zona Gad mentre non ci sono specifiche esigenze al Meis».
La precisazione è significativa perché proprio il prefetto, a suo tempo, aveva chiesto l’arrivo di un contingente di militari in vista dell’apertura del Museo dell’ebraismo e della Shoah, previsto per dicembre. Il sindaco Tagliani, presente al tavolo assieme all’assessore Aldo Modonesi, ha poi aggiunto nell’elenco degli eventi sensibili anche le partite di serie A della Spal e il festival Internazionale, senza nascondere la preferenza per un impiego non in zona Gad dei militari. «Ma non ci sono stati contrasti in seno al comitato - è la valutazione del questore Antonio Sbordone - A mio avviso i militari andranno utilizzati lì, ma il quadro dei controlli coinvolge anche il centro».
Le regole d’ingaggio accompagneranno i militari al loro arrivo, e avranno un peso sul loro impiego: se potranno essere impiegati in pattuglia, 3 unità anche miste con forze dell’ordine, sarà più facile destinarli alla Gad. Si tratta comunque di agenti di polizia giudiziaria, che possono effettuare identificazioni e anche perquisizioni o fermi, ma sempre in flagranza di reato. Arriveranno dotati di mezzi propri e con le armi in dotazione, anche se il questore ieri non si è sbilanciato sulla possibilità di mandarli di pattuglia con i mitragliatori imbracciati. Confermato che il contingente sarà formato da 12 militari, 2 dei quali però con funzioni di supporto logistico: i 10 operativi, dunque, potranno garantire sostanzialmente una pattuglia h24. All’inizio della prossima settimana il quadro sarà più chiaro, sia per i tempi che per le regole d’ingaggio.
Anche altre forze dell’ordine, in particolare i carabinieri, dovrebbero fornire forze extra provenienti dai comandi emiliani, così da rafforzare il dispositivo in azione alla Gad fin dai prossimi giorni.
L’impiego garantito dell’esercito alla Gad non basta però alla Lega Nord, infastidita dall’ipotesi appunto di un vincolo temporale a questo utilizzo. «Capiamo benissimo l’attrito e l’imbarazzo in quelle quattro mura in Prefettura ma non possiamo far altro che confermare il sit-in di lunedì alle 11» è l’annuncio del segretario comunale Naomo Lodi, che chiede garanzie di prolungamento dell’impiego in Gad e pure le dimissioni dell’assessore Modonesi. E di «altra bocciatura totale della linea del sindaco, della giunta e dei consiglieri Pd» parla il M5s. (s.c.)
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