Recupero dei rifiuti abbandonati in porto Al via il progetto
Arriva la svolta per la raccolta, lo smaltimento e la gestione Il sindaco Viviani: una gara per individuare il gestore
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GORO. Anche a Goro e Gorino, così come a Porto Garibaldi è stato portato a compimento il percorso finalizzato all’adozione del Piano di raccolta e gestione dei rifiuti portuali e dei residui del carico.
È un passo importante, in un'ottica di gestione dei rifiuti provenienti dalle barche che stazionano oppure sono di passaggio in porto, allineandoli alle previsioni nazionali e comunitarie in materia.
Fabrizio Vittozzi, capitano di corvetta, sino al 3 settembre scorso alla guida dell’ufficio circondariale marittimo di Porto Garibaldi, reputa il lavoro condiviso in questi due anni con la regione e con i comuni di Goro e di Comacchio, decisivo per arrivare a disciplinare una materia delicata e complessa quale è quella legata ai rifiuti portuali. Da anni operatori di settore e comunità premevano verso una soluzione disciplinata da regole ben precise intorno all'annosa problematica dei rifiuti portuali e del loro smaltimento. I porti sono regionali e dunque, come è avvenuto per quello di Ravenna, ultimata la fase preparatoria, l'approvazione del regolamento spetta all'assemblea legislativa regionale.
La giunta regionale ha già approvato le linee guida del nuovo regolamento che riguarda per l'appunto i porti di Goro e Gorino, ma anche quello di Porto Garibaldi. L’obiettivo principale del nuovo regolamento è quello di ridurre gli scarichi in mare dei rifiuti e dei residui del carico delle navi. Nell'ambito delle attività giornaliere gli operatori della pesca producono rifiuti come avviene in tutti gli altri settori produttivi. Tra i prodotti di scarto figurano anche oli esausti, filtri, batterie ed è proprio la tutela del mare lo scopo sotteso all'adozione del piano dei rifiuti portuali che, in un'ottica di salvaguardia complessiva dell'ambiente, punta anche ad incentivare la raccolta differenziata direttamente in banchina. «Stiamo lavorando alacremente - interviene il sindaco di Goro Diego Viviani - e siamo in dirittura d'arrivo per la definitiva approvazione del piano. Abbiamo già impostato un rapporto con le cooperative - aggiunge - che si faranno carico di gestire una parte dei rifiuti portuali, in quanto quelli che escono dal porto sono rifiuti speciali, che esulano da quelli urbani. Una volta approvato il piano dalla regione, verrà fatta una gara - conclude Viviani -, per il individuare il gestore». Cessato il fermo pesca, è riaffiorata una problematica tra le più datate, correlate allo smaltimento dei rifiuti, quella delle maglie in plastica degli allevamenti di vongole presenti in grandi quantità sui fondali.
Katia Romagnoli
È un passo importante, in un'ottica di gestione dei rifiuti provenienti dalle barche che stazionano oppure sono di passaggio in porto, allineandoli alle previsioni nazionali e comunitarie in materia.
Fabrizio Vittozzi, capitano di corvetta, sino al 3 settembre scorso alla guida dell’ufficio circondariale marittimo di Porto Garibaldi, reputa il lavoro condiviso in questi due anni con la regione e con i comuni di Goro e di Comacchio, decisivo per arrivare a disciplinare una materia delicata e complessa quale è quella legata ai rifiuti portuali. Da anni operatori di settore e comunità premevano verso una soluzione disciplinata da regole ben precise intorno all'annosa problematica dei rifiuti portuali e del loro smaltimento. I porti sono regionali e dunque, come è avvenuto per quello di Ravenna, ultimata la fase preparatoria, l'approvazione del regolamento spetta all'assemblea legislativa regionale.
La giunta regionale ha già approvato le linee guida del nuovo regolamento che riguarda per l'appunto i porti di Goro e Gorino, ma anche quello di Porto Garibaldi. L’obiettivo principale del nuovo regolamento è quello di ridurre gli scarichi in mare dei rifiuti e dei residui del carico delle navi. Nell'ambito delle attività giornaliere gli operatori della pesca producono rifiuti come avviene in tutti gli altri settori produttivi. Tra i prodotti di scarto figurano anche oli esausti, filtri, batterie ed è proprio la tutela del mare lo scopo sotteso all'adozione del piano dei rifiuti portuali che, in un'ottica di salvaguardia complessiva dell'ambiente, punta anche ad incentivare la raccolta differenziata direttamente in banchina. «Stiamo lavorando alacremente - interviene il sindaco di Goro Diego Viviani - e siamo in dirittura d'arrivo per la definitiva approvazione del piano. Abbiamo già impostato un rapporto con le cooperative - aggiunge - che si faranno carico di gestire una parte dei rifiuti portuali, in quanto quelli che escono dal porto sono rifiuti speciali, che esulano da quelli urbani. Una volta approvato il piano dalla regione, verrà fatta una gara - conclude Viviani -, per il individuare il gestore». Cessato il fermo pesca, è riaffiorata una problematica tra le più datate, correlate allo smaltimento dei rifiuti, quella delle maglie in plastica degli allevamenti di vongole presenti in grandi quantità sui fondali.
Katia Romagnoli
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