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Accordo di programma, pioggia di fondi a Ferrara

Accordo di programma, pioggia di fondi a Ferrara

Quasi 25 milioni per il ripristino post sisma dei beni monumentali danneggiati Domani parte il reddito di solidarietà, dagli 80 ai 400 euro mensili per le famiglie 

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«Questo accordo riconosce l'Emilia-Romagna come una delle aree economiche più dinamiche e innovative in Italia e in Europa». Ne è sicuro il governatore Stefano Bonaccini, che ieri a Bologna ha firmato col premier Paolo Gentiloni e il sindaco della città metropolitana Virginio Merola, nella sede della Regione in viale Aldo Moro, l'accordo di programma da quasi un miliardo di euro. I fondi, attesi, sono dedicati a infrastrutture, sicurezza del territorio, ambiente, alloggi pubblici, edilizia scolastica e impianti sportivi, valorizzazione del patrimonio artistico e culturale. La “fetta” assegnata al Ducato Estense (Ferrara, Modena e Reggio) ammonta a 70 milioni di euro e di questi 24 milioni e 720mila euro sono stati assegnati a Ferrara.

I fondi “ferrarese” saranno impiegati in opere di consolidamento dei beni architettonici e monumentali danneggiati dal sisma. In particolare, a Palazzo Massari e Cavalieri di Malta sono destinati 8 milioni di euro, che consentiranno di recuperare il bene monumentale. A Palazzo Massari saranno ospitati il Pac, la collezione Boldini-De Pisis, la video arte, mostre temporanee, una sala proiezioni e il museo dell'Ottocento e del Novecento. Alla Pinacoteca e al Museo del Risorgimento e della Resistenza, andranno 3 milioni e mezzo, mentre per la Chiesa di Santa Maria della Consolazione ci saranno 700 mila euro per portare a termine il restauro architettonico. Un altro importante finanziamento è riservato a piazza Ariostea, per la quale è previsto un contributo di 1 milione e mezzo di euro. Altri due interventi sono su beni non del Comune, come i 3 milioni che consentiranno la riapertura della chiesa di San Paolo e 1 milione e 300mila che consentono di completare il recupero di Sant'Antonio in Polesine, in particolare del secondo chiostro. Quattro milioni, infine, sono assegnati alle Delizie.

In occasione della visita di Gentiloni, la Giunta regionale ha anche presentato il Reddito di solidarietà (Res), e che prevede dagli 80 ai 400 euro al mese per i nuclei familiari dell’Emilia-Romagna che si trovano in gravi difficoltà economiche. Il progetto parte domani ed è un aiuto che varia a seconda del numero dei componenti il nucleo e legato all’adesione a un progetto di inserimento lavorativo e di impegno sociale. Il Res è stato varato in Emilia-Romagna con la legge regionale n. 24 del 19 dicembre 2016 con uno stanziamento da parte della Giunta di 35 milioni l’anno. Fondi che si aggiungono ai 37 milioni assegnati dallo Stato all’Emilia-Romagna per il Sostegno all’inclusione attiva (Sia).

Un aiuto che la Regione ha voluto introdurre subordinandolo al possesso di due requisiti: il reddito Isee inferiore ai 3.000 euro e la residenza in regione da almeno 24 mesi. Contemporaneamente, però, il richiedente dovrà aderire a un progetto personalizzato di attivazione sociale e inserimento lavorativo. Un percorso obbligatorio, da seguire per ottenere, e mantenere, il contributo economico - erogato con carta prepagata. Si stima che possano essere 20.000 le famiglie destinatarie della misura.



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