Pilastri, un drone aiuterà le ricerche alla Terramara
PILASTRI. Per il quinto anno, Terramara protagonista, tra archeologia e sagra, che si concluderà stasera a Pilastri. Domani, invece, parte la nuova stagione di scavi, che si concluderà il 27 ottobre....
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PILASTRI. Per il quinto anno, Terramara protagonista, tra archeologia e sagra, che si concluderà stasera a Pilastri. Domani, invece, parte la nuova stagione di scavi, che si concluderà il 27 ottobre. E un’intera comunità è in fermento, per aprire un nuovo spiraglio sulla storia. Nel ricordo di Gianfranco Po, con il quale era cominciato tutto e del quale si è celebrato anche ieri un omaggio da parte del sindaco Fabio Bergamini, in fase di presentazione della ripresa degli scavi. Il vicesindaco Simone Saletti ha rimarcato la valenza scientifica e anche «la grande importanza dello scavo, per il turismo culturale».
La novità sarà l’utilizzo di un drone per riprese aeree e possibilità di individuare dall’alto nuove zone di scavo. Simone Bergamini (Culture Keys) evidenzia il picco di visitatori su quello che resta uno scavo “aperto al pubblico”, nello scorso anno: tra visite, laboratori didattici e domande di studenti (due dall’estero, uno dei quali tornerà dalla Spagna) a dimostrare «l’alta qualità del sito». La direzione scientifica è affidata al professor Massimo Vidale, del dipartimento dei Beni culturali dell’Università di Padova. Fondamentale anche la partnership con la coop archeologica Petra, rappresentata da Paolo Michelini, che ricorda anche il contributo dell’ex soprintendente Valentino Nizzo e spiega come la cultura terramaricola rappresenti «una realtà con una organizzazione più complessa di quello percepito in passato».
Molto resta da capire: sia per gli oggetti che accompagnavano i defunti verso la sepoltura, sia sul fatto che “Bondeno” fosse inserita sulla via dell’Ambra, dal Baltico al Mediterraneo. Una realtà, quella del sito dei Verri a Pilastri, con un artigianato stabile e ritrovamenti di manufatti che coprono almeno un secolo di storia. Presente anche Daniele Biancardi, presidente del museo di Stellata, dove saranno posti i reperti almeno provvisoriamente, a fini di studio.
La novità sarà l’utilizzo di un drone per riprese aeree e possibilità di individuare dall’alto nuove zone di scavo. Simone Bergamini (Culture Keys) evidenzia il picco di visitatori su quello che resta uno scavo “aperto al pubblico”, nello scorso anno: tra visite, laboratori didattici e domande di studenti (due dall’estero, uno dei quali tornerà dalla Spagna) a dimostrare «l’alta qualità del sito». La direzione scientifica è affidata al professor Massimo Vidale, del dipartimento dei Beni culturali dell’Università di Padova. Fondamentale anche la partnership con la coop archeologica Petra, rappresentata da Paolo Michelini, che ricorda anche il contributo dell’ex soprintendente Valentino Nizzo e spiega come la cultura terramaricola rappresenti «una realtà con una organizzazione più complessa di quello percepito in passato».
Molto resta da capire: sia per gli oggetti che accompagnavano i defunti verso la sepoltura, sia sul fatto che “Bondeno” fosse inserita sulla via dell’Ambra, dal Baltico al Mediterraneo. Una realtà, quella del sito dei Verri a Pilastri, con un artigianato stabile e ritrovamenti di manufatti che coprono almeno un secolo di storia. Presente anche Daniele Biancardi, presidente del museo di Stellata, dove saranno posti i reperti almeno provvisoriamente, a fini di studio.
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