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Ditta nel mirino dei ladri: da ferragosto già tre furti

Ditta nel mirino dei ladri: da ferragosto già tre furti

Ferrara, situazione insostenibile per la Sae di via Due Abeti: ieri l’ultimo episodio. Il titolare: «Molti abusivi occupano i capannoni dismessi, l’area è degradata»

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FERRARA. Stretta fra due ditte ormai chiuse, e occupate abusivamente, l’azienda di macchine agricole e industriali Sae di via Due Abeti è diventata facile preda dei ladri. «Cinque furti in un anno, gli ultimi tre nell’arco di appena quattro settimane», è lo sconfortato bilancio dell’ingegner Stefano Poltronieri, titolare dell’attività insediata ormai da decenni tra la zona della piccola media industria e il tristemente noto quartiere Gad. Nell’ultimo periodo, spiega Poltronieri, l’area ha conosciuto un rapido degrado dovuto al fallimento di alcune realtà produttive accompagnato da un aumento della criminalità. «Bisognerebbe bonificare gli stabili abbandonati, dove alloggiano abusivamente diverse persone. Ed è proprio passando dai capannoni dismessi, con i muri confinanti con la Sae, che i ladri entrano nella nostra azienda e fanno man bassa».

L’escalation delle irruzioni parla da sola: l’ultimo mese è costato alla Sae decine di migliaia di euro fra trapani, mole e attrezzistica varia. «Tutto materiale leggero ma costoso, facile da trasportare e da piazzare», sottolinea il titolare.

Il colpo più recente risale ad appena due giorni fa, tra sabato notte e l’alba di lunedì. «Sabato ero qui, ed era tutto in ordine, oggi (ieri per chi legge) tornando al lavoro ho constatato che i ladri erano venuti un’altra volta. Hanno rovistato ovunque e alla fine hanno portato via un computer, un telefono nuovo e un po’ di contante».

Un po’ scassinatori, un po’ acrobati, i malviventi possono contare su svariate vie di accesso, proprio “grazie” alla prossimità della Sae con altri capannoni ormai chiusi. Questa volta si sono calati dagli alti lucernari del tetto. Finora, aggiunge l’ingegner Poltronieri, non si era mai reso necessario ricorrere ai sistemi di allarme, ma la situazione ora si è fatta insostenibile. «Abbiamo sempre sporto denuncia ai carabinieri di Porotto, ma il problema qui è anche politico. Bisogna bonificare gli edifici dismessi dalle presenze abusive: è un dato di fatto, sotto gli occhi di tutti. Ci sentiamo abbandonati, in balia dei malviventi, perché quest’area è diventata una zona franca per ladri e delinquenti». Un allarme non solo sociale, ma economico: «Tempo fa un’azienda di abbigliamento ha subito un grosso furto, sono venuti con un furgone e hanno portato via un numero molto ingente di capi. È stato come dare il colpo di grazia a imprenditori già in difficoltà dalla crisi, e infatti poco tempo dopo quella ditta ha chiuso. Qui ci sentiamo un po’ dei sopravvissuti, ma senza misure di controllo e provvedimenti di ordine pubblico stiamo rischiando ogni giorno».
 

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