formignana
«L’agricoltura punti sulla ricerca»
Al confronto sulla pera la senatrice Bertuzzi sollecita i coltivatori
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FORMIGNANA. L’unione e la solidarietà con la ricerca sono il futuro anche del mondo agricolo. È emerso ieri a Formignana, nella cornice di Villa Mari, in occasione della sesta edizione della giornata della Pera sull’Aia, che ha fatto il punto della situazione del settore agricolo, che in particolare per questo prodotto di qualità viene coltivato su 8.000 ettari nel Ferrarese dando lavoro a circa 8.000 addetti.
Il tema principale era di carattere tecnico, ovvero come combattere la cimice asiatica, insetto che sta creando nuovi problemi e insidie per la coltura del pero anche nel territorio ferrarese. Su questo in particolare ha svolto una relazione approfondita Massimo Bariselli, del Servizio Fitosanitario della Regione Emilia Romagna.
A parte questa particolare problematica, su cui si stanno studiando quali metodi migliori si debbano adottare, è stato fatto il punto della situazione di un settore che è un simbolo del made in Italy. Allo stesso tempo in occasione del convegno c’è stata una ricca esposizione di 40 tipi di varietà di pera, a cura degli agricoltori locali una esposizione di macchine agricole a cura della Sae di Ferrara, seguita da una degustazione di assaggi a base di pera offerti dalla Pro Loco di Formignana.
L’incontro è stato organizzato dal Comune di Formignana, presente con un il sindaco Laura Perelli e dalle diverse organizzazioni agricole. Gli altri interventi sono stati dell’imprenditore Mario Guidi, per anni presidente nazionale di Confagricoltura, seguito da Stefano Calderoni presidente provinciale della Cia, Mauro Tonello presidente regionale della Coldiretti: con accenti diversi hanno tutti richiamato le diverse problematiche del settore, la difficoltà di avere a che fare spesso con troppi “lacci” burocratici e con la globalizzazione.
Tra i presenti anche il sindaco di Tresigallo Andrea Brancaleoni, il direttore provinciale di Confagricoltura Paolo Cavalcoli, il presidente Piercarlo Scaramagli e i dirigenti locali Sergio Guidorzi e Francesco Permugnan (Confagricoltura e Coldiretti) e il padrone di casa, l’imprenditore Alessandro Mari.
Le conclusioni sono state tratte dalla senatrice Maria Teresa Bertuzzi della Commissione Agricoltura del Senato che ha detto tra l’altro come in questa sede, in cui il Comune di Formignana ha dato spazio a un settore ad alto livello, «ancora una volta si sono viste competenza e conoscenza, ma anche spreco di energie. Nel senso che il tempo ci chiama ad una maggiore competitività per il settore e per prodotti di alto livello come la pera, ma anche in generale per far sì che il Paese possa crescere».
Da qui la necessità, anche nel settore agroalimentare, di puntare sulla ricerca, «che è fondamentale», con un tavolo per decidere la miglior strada da percorrere. Anche perché «proprio sulla ricerca - ha aggiunto la senatrice - di recente il governo ha stanziato 21 milioni di euro».
Franco Corli
Il tema principale era di carattere tecnico, ovvero come combattere la cimice asiatica, insetto che sta creando nuovi problemi e insidie per la coltura del pero anche nel territorio ferrarese. Su questo in particolare ha svolto una relazione approfondita Massimo Bariselli, del Servizio Fitosanitario della Regione Emilia Romagna.
A parte questa particolare problematica, su cui si stanno studiando quali metodi migliori si debbano adottare, è stato fatto il punto della situazione di un settore che è un simbolo del made in Italy. Allo stesso tempo in occasione del convegno c’è stata una ricca esposizione di 40 tipi di varietà di pera, a cura degli agricoltori locali una esposizione di macchine agricole a cura della Sae di Ferrara, seguita da una degustazione di assaggi a base di pera offerti dalla Pro Loco di Formignana.
L’incontro è stato organizzato dal Comune di Formignana, presente con un il sindaco Laura Perelli e dalle diverse organizzazioni agricole. Gli altri interventi sono stati dell’imprenditore Mario Guidi, per anni presidente nazionale di Confagricoltura, seguito da Stefano Calderoni presidente provinciale della Cia, Mauro Tonello presidente regionale della Coldiretti: con accenti diversi hanno tutti richiamato le diverse problematiche del settore, la difficoltà di avere a che fare spesso con troppi “lacci” burocratici e con la globalizzazione.
Tra i presenti anche il sindaco di Tresigallo Andrea Brancaleoni, il direttore provinciale di Confagricoltura Paolo Cavalcoli, il presidente Piercarlo Scaramagli e i dirigenti locali Sergio Guidorzi e Francesco Permugnan (Confagricoltura e Coldiretti) e il padrone di casa, l’imprenditore Alessandro Mari.
Le conclusioni sono state tratte dalla senatrice Maria Teresa Bertuzzi della Commissione Agricoltura del Senato che ha detto tra l’altro come in questa sede, in cui il Comune di Formignana ha dato spazio a un settore ad alto livello, «ancora una volta si sono viste competenza e conoscenza, ma anche spreco di energie. Nel senso che il tempo ci chiama ad una maggiore competitività per il settore e per prodotti di alto livello come la pera, ma anche in generale per far sì che il Paese possa crescere».
Da qui la necessità, anche nel settore agroalimentare, di puntare sulla ricerca, «che è fondamentale», con un tavolo per decidere la miglior strada da percorrere. Anche perché «proprio sulla ricerca - ha aggiunto la senatrice - di recente il governo ha stanziato 21 milioni di euro».
Franco Corli
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