inaugurazione del primo lotto il 13 dicembre
Percorsi guidati per fare il punto sul cantiere del Museo
Visite guidate ieri mattina al Meis che, in occasione della “Festa del Libro Ebraico a Ferrara”, ha aperto al pubblico le porte dell’edificio dell’ex carcere, ora ristrutturato.A fare gli onori di...
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Visite guidate ieri mattina al Meis che, in occasione della “Festa del Libro Ebraico a Ferrara”, ha aperto al pubblico le porte dell’edificio dell’ex carcere, ora ristrutturato.
A fare gli onori di casa, Carla Di Francesco, già Responsabile Unico del Procedimento (Rup) , ora nominata Segretario Generale del Mibact: «Dopo il 2011, con la realizzazione della palazzina degli uffici di Via Piangipane, abbiamo esperito un concorso internazionale, vinto dal gruppo italiano formato da Studio Arco e Scape. Il cantiere è stato suddiviso in tre lotti. Il primo, quello del corpo di fabbrica centrale, ricavato dal grande carcere preesistente, è pressoché concluso».
L’edificio dell’ex carcere, risalente al 1912 – una superficie di 1.225 metri quadrati - nasce come sede di esposizioni temporanee, centro di documentazione e aule didattiche, ma verrà utilizzato anche per la mostra inaugurale del 13 dicembre (“Ebrei, una storia italiana: i primi mille anni”), non essendo ancora pronti tutti i nuovi edifici. «Lo stile adottato – ha spiegato Di Francesco – si colloca tra contemporaneo e storico moderno, per dargli un senso molto italiano e molto ferrarese, valorizzando ad esempio la superficie in cotto senza rinunciare a realizzazioni tecnologiche e avanzate».
A fare gli onori di casa, Carla Di Francesco, già Responsabile Unico del Procedimento (Rup) , ora nominata Segretario Generale del Mibact: «Dopo il 2011, con la realizzazione della palazzina degli uffici di Via Piangipane, abbiamo esperito un concorso internazionale, vinto dal gruppo italiano formato da Studio Arco e Scape. Il cantiere è stato suddiviso in tre lotti. Il primo, quello del corpo di fabbrica centrale, ricavato dal grande carcere preesistente, è pressoché concluso».
L’edificio dell’ex carcere, risalente al 1912 – una superficie di 1.225 metri quadrati - nasce come sede di esposizioni temporanee, centro di documentazione e aule didattiche, ma verrà utilizzato anche per la mostra inaugurale del 13 dicembre (“Ebrei, una storia italiana: i primi mille anni”), non essendo ancora pronti tutti i nuovi edifici. «Lo stile adottato – ha spiegato Di Francesco – si colloca tra contemporaneo e storico moderno, per dargli un senso molto italiano e molto ferrarese, valorizzando ad esempio la superficie in cotto senza rinunciare a realizzazioni tecnologiche e avanzate».
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