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Ferrara

Soldi all'estero per sfuggire al sequestro dei beni, nei guai imprenditrice

L'operazione è stata condotta dalla Guardia di Finanza
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L'operazione è stata condotta dalla Guardia di Finanza

Indagata una ferrarese nell'operazione della Finanza che ha sgominato una maxi-organizzazione di Parma specializzata nell'export di capitali 'a rischio'. Si usavano anche false denunce per usura

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FERRARA. Si era trovata nei guai economici e rischiava il sequestro dei beni. Così un'imprenditrice ferrarese ha deciso di rivolgersi ad un gruppo criminale transnazionale specializzato nell'occultamento all'estero di ingenti patrimoni personali, con base a Parma. L'organizzazione è stata però sgominata dalla Guardia di Finanza di Ferrara e Parma con un blitz in diverse città italiane, sabato 16 settembre, e per la donna i guai sono raddoppiati: risulta tra i 26 indagati della maxi operazione "Parola d'ordine", che ha portato anche al sequestro di tre società e tre immobili, sempre riconducibili all'imprenditrice. La ferrarese è stata anche intedetta allo svolgimento di attività professionali e d'impresa, provvedimento preso anche a carico di un notaio (non ferrarese).

L'organizzazione colpita dalla Finanza era composto da 26 persone, 8 delle quali arrestate,  che avevano occultato beni per circa 7 milioni di euro, attraverso nunerosi trust fittiziamente residenti in Slovenia e società ad hoc sempre in Slovenia, Senegal e Croazia. Il sistema di frode, unico nel suo genere sottolineano i finanzieri, mirava anche ad approfittare della debolezza psicologica di alcuni imprenditori in difficoltà economiche, per incassare da questi ultimi non solo laute parcelle per l'avvio della procedura crimilane, ma anche altri soldi, illudendoli di una restituzione nel tempo sotto forma di vitalizio. Tale restituzione, però, non avveniva mai o solo in parte in quanto poi i protagonisti si rendevano irreperibili.

Strumentali al perseguimento del 'programma associativo' erano le sistematiche denunce per usura ed estorsione finalizzate unicamente, chiariscono i finanzieri, a usufruire della sospensione di ogni procedura esecutiva offerta dalla legge 44/99 (fondo di solidarietà vittime dell'usura) così da guadagnare il tempo necessario per nascondere all'estero i patrimoni aziendali.

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