copparo
Imparando l’inglese è stato dato un aiuto ai bimbi malati
COPPARO. La scorsa settimana si è chiusa con un momento molto importante di beneficenza l'edizione 2017 del camp “The English Experience”, esperienza di full immersion nella lingua inglese che viene...
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COPPARO. La scorsa settimana si è chiusa con un momento molto importante di beneficenza l'edizione 2017 del camp “The English Experience”, esperienza di full immersion nella lingua inglese che viene proposta ormai dal 2012, quando a Copparo, prima esperienza in provincia, venne realizzato un camp di un paio di settimane con otto ore al giorno di piena immersione nella lingua di Shakespeare.
Lezioni, didattica, ma anche semplicemente parlando normalmente in inglese, per avere, in pratica, la possibilità di realizzare una vacanza virtuale in un paese straniero, con insegnanti, animatori ed operatori di madrelingua.
Ne parla Nicola Simoni, il direttore locale dell’esperienza: «La scuola di riferimento, The english experience, è di Norwich (East Anglia , a nord est di Londra, ndr), ed è certificata dal British council. Il percorso è cominciato anni fa proprio a Copparo, poi le esperienze si sono allargate alla provincia ed anche al Veneto. Ora siamo a dieci diversi camp: Copparo, Argenta e Poggio Renatico, tre scuole ed un doposcuola di Ferrara, e poi Santa Maria Maddalena (Ro), Lendinara (Ro) ed a Sant’Urbano (Pd). I camp sono indirizzati agli studenti delle scuoli primarie e delle medie. Abbiamo raccolto circa 500 ragazzi. A Copparo erano una cinquantina, che è poi il numero standard dei partecipanti. Comunque, vanno ringraziati il Comune di Copparo, l’istituto scolastico Govoni di Copparo e la scuola di Musica “Varos Zamboni”, che hanno reso possibile questa esperienza nella struttura delle scuole medie di Copparo, ed anche tutti i camp-manager che ci mettono passione per organizzare i corsi nelle scuole in questa provincia e nel Rodigino».
E per quel che concerne la beneficenza? «Io non lavoro nelle istituzioni scolastiche - spiega Simoni -. Quando chiesero a me ed a mia moglie di promuovere ed estendere questa opportunità per i ragazzi, accettai a patto che i compensi fossero devoluti in beneficenza. E tra questa scelta, un ulteriore versamento della scuola e l’aiuto dei genitori e dei ragazzi abbiamo raccolto 1.670 euro, che abbiamo devoluto per intero all’associazione Giulia Onlus, la quale aiuta i bambini malati».
Alessandro Bassi
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Lezioni, didattica, ma anche semplicemente parlando normalmente in inglese, per avere, in pratica, la possibilità di realizzare una vacanza virtuale in un paese straniero, con insegnanti, animatori ed operatori di madrelingua.
Ne parla Nicola Simoni, il direttore locale dell’esperienza: «La scuola di riferimento, The english experience, è di Norwich (East Anglia , a nord est di Londra, ndr), ed è certificata dal British council. Il percorso è cominciato anni fa proprio a Copparo, poi le esperienze si sono allargate alla provincia ed anche al Veneto. Ora siamo a dieci diversi camp: Copparo, Argenta e Poggio Renatico, tre scuole ed un doposcuola di Ferrara, e poi Santa Maria Maddalena (Ro), Lendinara (Ro) ed a Sant’Urbano (Pd). I camp sono indirizzati agli studenti delle scuoli primarie e delle medie. Abbiamo raccolto circa 500 ragazzi. A Copparo erano una cinquantina, che è poi il numero standard dei partecipanti. Comunque, vanno ringraziati il Comune di Copparo, l’istituto scolastico Govoni di Copparo e la scuola di Musica “Varos Zamboni”, che hanno reso possibile questa esperienza nella struttura delle scuole medie di Copparo, ed anche tutti i camp-manager che ci mettono passione per organizzare i corsi nelle scuole in questa provincia e nel Rodigino».
E per quel che concerne la beneficenza? «Io non lavoro nelle istituzioni scolastiche - spiega Simoni -. Quando chiesero a me ed a mia moglie di promuovere ed estendere questa opportunità per i ragazzi, accettai a patto che i compensi fossero devoluti in beneficenza. E tra questa scelta, un ulteriore versamento della scuola e l’aiuto dei genitori e dei ragazzi abbiamo raccolto 1.670 euro, che abbiamo devoluto per intero all’associazione Giulia Onlus, la quale aiuta i bambini malati».
Alessandro Bassi
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