L’oratorio resta chiuso Appello alla curia
«I ragazzi vogliono tornare a giocare, non possiamo lasciarli in strada» Don Zanella: il progetto di ristrutturazione c’è, si andrà all’anno prossimo
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COMACCHIO. Mentre il Palazzo vescovile risplende di luce nuova, dopo i recenti interventi di restauro conservativo, finanziati per metà dall’Arcidiocesi Ferrara-Comacchio e per la restante metà, grazie ai proventi dell’8 per mille delle dichiarazioni dei redditi, l’attiguo oratorio Pio XII è ancora in attesa dei lavori di ristrutturazione. «È sempre stato un luogo di ritrovo per i giovani - spiega Antonio Zarattini, responsabile del centro dal 2009 sino alla chiusura sopraggiunta nel 2016 -, ha visto crescere generazioni di comacchiesi. È stato chiuso a giugno 2016 per motivi di sicurezza, in prospettiva di riaprirlo il primo settembre di quest'anno, dopo tutti i lavori necessari. E invece è ancora tutto fermo. I ragazzi continuano a chiedermi quando riaprirà - prosegue Zarattini - e con grande rammarico non so dare risposte».
Adiacente al palazzo vescovile, interessato da una recente ristrutturazione, consistita nel consolidamento delle fondazioni e dei solai in legno, nel ripristino delle facciate, nella completa ritinteggiatura delle facciate, nell’adeguamento di tutta l’impiantistica, oltre ad opere di risanamento con sostituzione degli intonaci e ad altri interventi di manutenzione, l’Oratorio Pio XII si compone di due campi da calcetto all'aperto, di due ampi locali adibiti a calcio balilla e a ping pong, nonché di una sala per la briscola, i giochi di società e per trascorrere momenti di svago. «So che per la messa in sicurezza sono necessari diversi lavori, ma ai ragazzi, che mi sollecitano risposte - prosegue Antonio Zarattini -, non so più cosa rispondere. Molti di loro, li ho visti crescere e mi spiace ora vederli in giro, anziché all’oratorio, che era diventato un bel punto di riferimento per loro». Sulle tempistiche di recupero della struttura, dedicata alla figura di papa Pacelli, interviene don Stefano Zanella, direttore dell'Ufficio Nuova Edilizia di Culto dell'arcidiocesi Ferrara-Comacchio. Riconoscendo che «ci sono stati ritardi burocratici». Don Stefano, che è anche ingegnere civile, spiega che «il progetto di ristrutturazione dell’oratorio Pio XII è stato consegnato durante l'estate all'ufficio tecnico della diocesi. Si spera di appaltarlo entro la fine dell’anno - prosegue il direttore dell'ufficio diocesano nuova edilizia di culto -, e di avviare le opere entro il 2018. I lavori da eseguire riguardano i bagni, le scale, le finestre con tutta una serie di interventi di messa a norma, in applicazione alla normativa anti-sismica e anti-incendio vigenti».
Tutti gli impianti elettrici, ma anche quelli idraulico-sanitari saranno oggetto di restyling, perché «la sicurezza è la nostra priorità assoluta - conclude don Stefano - Intanto il palazzo vescovile, sino al 1986 sede della diocesi di Comacchio, è destinato a divenire la futura sede del Museo della Curia. Antonio Zarattini, convinto che «ci siano posti che non debbano morire, in quanto pezzi importanti della collettività cittadina», auspica una rapida soluzione anche per l'oratorio Pio XII.
Katia Romagnoli
Adiacente al palazzo vescovile, interessato da una recente ristrutturazione, consistita nel consolidamento delle fondazioni e dei solai in legno, nel ripristino delle facciate, nella completa ritinteggiatura delle facciate, nell’adeguamento di tutta l’impiantistica, oltre ad opere di risanamento con sostituzione degli intonaci e ad altri interventi di manutenzione, l’Oratorio Pio XII si compone di due campi da calcetto all'aperto, di due ampi locali adibiti a calcio balilla e a ping pong, nonché di una sala per la briscola, i giochi di società e per trascorrere momenti di svago. «So che per la messa in sicurezza sono necessari diversi lavori, ma ai ragazzi, che mi sollecitano risposte - prosegue Antonio Zarattini -, non so più cosa rispondere. Molti di loro, li ho visti crescere e mi spiace ora vederli in giro, anziché all’oratorio, che era diventato un bel punto di riferimento per loro». Sulle tempistiche di recupero della struttura, dedicata alla figura di papa Pacelli, interviene don Stefano Zanella, direttore dell'Ufficio Nuova Edilizia di Culto dell'arcidiocesi Ferrara-Comacchio. Riconoscendo che «ci sono stati ritardi burocratici». Don Stefano, che è anche ingegnere civile, spiega che «il progetto di ristrutturazione dell’oratorio Pio XII è stato consegnato durante l'estate all'ufficio tecnico della diocesi. Si spera di appaltarlo entro la fine dell’anno - prosegue il direttore dell'ufficio diocesano nuova edilizia di culto -, e di avviare le opere entro il 2018. I lavori da eseguire riguardano i bagni, le scale, le finestre con tutta una serie di interventi di messa a norma, in applicazione alla normativa anti-sismica e anti-incendio vigenti».
Tutti gli impianti elettrici, ma anche quelli idraulico-sanitari saranno oggetto di restyling, perché «la sicurezza è la nostra priorità assoluta - conclude don Stefano - Intanto il palazzo vescovile, sino al 1986 sede della diocesi di Comacchio, è destinato a divenire la futura sede del Museo della Curia. Antonio Zarattini, convinto che «ci siano posti che non debbano morire, in quanto pezzi importanti della collettività cittadina», auspica una rapida soluzione anche per l'oratorio Pio XII.
Katia Romagnoli
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