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la tragedia del mezzano 

La difesa: «Segnali visibili guidando con diligenza»

La difesa: «Segnali visibili guidando con diligenza»

COMACCHIO. Quanto peso hanno avuto la segnaletica carente e la cattiva manutenzione delle strade sullo scontro mortale del 24 aprile 2014 nel Mezzano? E quanto, invece, il comportamento dei...

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COMACCHIO. Quanto peso hanno avuto la segnaletica carente e la cattiva manutenzione delle strade sullo scontro mortale del 24 aprile 2014 nel Mezzano? E quanto, invece, il comportamento dei conducenti? Su questi due piatti della bilancia si è tenuto ieri in tribunale il confronto tra consulenti di accusa, difesa e parti civili, nel processo che vede imputato per omicidio colposo l’ex dirigente dei settore Lavori pubblici di Comacchio Claudio Fedozzi. L’incidente avvenne prima del crepuscolo all’incrocio tra le via Fossa e Umana. Sulla via Fossa procedeva l’auto condotta da Nicola Buonafede, 23 anni, rimasto ucciso sul colpo; su via Umana viaggiava un furgone con a bordo alcune lavoranti serbe. Due di loro, Spasoika Kukjlo e Radmilla Pejovic persero la vita. Al volante c’era il marito di una delle vittime.

Il dirigente è stato rinviato a giudizio perché, ad avviso della procura, su quelle strade non era stata eseguita la necessaria manutenzione: la segnaletica verticale era coperta dalla vegetazione e quella orizzontale poco visibile. Ieri però i consulenti di tutte le parti sembrano aver concordato tutti su un punto: che un autista di “diligenza media” avrebbe potuto accorgersi dei segnali, mentre l’auto procedeva a una velocità di 65 km orari su un tratto con un limite di 30. Secondo i consulenti di accusa e parti civili, il segnale di stop era visibile a una distanza di una ventina di metri dall’incrocio; il consulente della difesa ha “allargato” a 35-45 metri, a fronte di un termine fissato dal codice della strada di 50 metri. Il consulente incaricato dai legali dei familiari delle vittime ha inoltre ribadito il cattivo stato di strade e segnaletica, al punto che qualche giorno dopo la tragedia alcuni arbusti vennero strappati “a mano”. L’ultimo sfalcio, inoltre, risaliva a quattro anni prima, quando invece sarebbe stato consono provvedere ogni due anni.

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