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La legna portata dal Reno miniera di energia “verde”

La legna portata dal Reno miniera di energia “verde”

La proposta lanciata in occasione dell’iniziativa della società San Marco L’assessore Chiarini: recuperiamo biomasse per la sicurezza idraulica 

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ARGENTA. Nel Reno c’è una miniera verde che potrebbe produrre energia pulita. Non solo, tagliandola si risolverebbe anche il rischio di esondazioni o danni agli argini. Un tempo - e gli argentani lo ricordano bene -, fare la legna in Reno era anche una necessità per riscaldarsi e al tempo stesso utile per quella sicurezza idraulica. Oggi, non è più così: rami e tronchi non si possono toccare, visto il vincolo introdotto con le Sic/Zps (Siti di Importanza Comunitaria/Zone di Protezione Speciale). Invece questa risorsa verde potrebbe produrre energia pulita, contribuendo nello stesso tempo a risolvere problemi di rischio idraulico. L’argomento è stato al centro di un convegno tenuto ad Argenta, basandosi sull’esperienza maturata a Bando dalla centrale a biomasse di San Marco Bioenergie.

Durante il dibattito, il sindaco Antonio Fiorentini, ha evidenziato che «oggi la produzione di energia da fonti rinnovabili fa parte della cultura di questo Paese e il comune di Argenta si distingue, in maniera netta tra i Comuni italiani per la forte propensione alla produzione e utilizzo di energia verde». Simone Tonon, amministratore della San Marco Bioenergie, ha invece delineando la strategia della società, nel rafforzare l’impiego di biomasse residuali reperite sul territorio locale, con l’obiettivo di promuovere la sostenibilità nella produzione.

Carlo Perri, direttore acquisti biomasse, ha chiarito le filiere di approvvigionamento della biomassa vergine utilizzata come combustibile, introducendo il lavoro effettuato per la realizzazione e sottoscrizione dell'accordo provinciale (in fase di rinnovo) per la valorizzazione energetica di potature ed espianti delle piante da frutto a fine ciclo. Perri si è soffermato poi sul tema della manutenzione degli alvei fluviali, che assume una spiccata rilevanza ambientale e sociale.

Silvia Malservisi, di Arpae Ferrara, ha dimostrato come la gestione delle biomasse residuali possa essere ecosostenibile: «L’auspicio è estendere i benefici della raccolta ad altre categorie di biomasse tra cui quelle da manutenzione del verde urbano e da pulizie fluviali». L’assessore all’ambiente Marco Chiarini ha poi ribadito come «le recenti esperienze delle convenzioni per la manutenzione del verde pubblico e il recupero energetico delle biomasse prodotte dovrebbero essere ampliate anche agli interventi alla sicurezza idraulica». E mentre Fabrizio Salieri, di Hera, ha testimoniato l’evoluzione del proprio sistema di raccolta, le conclusioni sono state affidate a Giuseppe Toscano, che dirige il laboratorio Biomasse dell'Università Politecnica delle Marche e che ha evidenziato come la maggior sostenibilità si abbia per filiere che impiegano biomasse residuali raccolte su distanze brevi (il Reno da Bando è a 7-8 km; ndr). (g.c.)



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