vigarano pieve
Post sisma, contributo respinto
I chiarimenti del Comune: applicate le ordinanze del Commissario
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VIGARANO PIEVE. Su richiesta della Prefettura l'amministrazione comunale, a firma del sindaco Barbara Paron, ha inviato le motivazioni scritte per le quali è stato rigettata la richiesta di contributo post terremoto ad un immobile di Vigarano Pieve formato da tre unità strutturali. Due delle quali adibite ad abitazione principale e la terza a locali accessori. Una risposta che la prefettura ha chiesto al Comune dopo che la famiglia proprietaria degli edifici si è rivolta al prefetto segnalando il mancato contributo.
«Il Comune - scrive nella nota il sindaco Paron - ha sempre riconosciuto inagibile, per danni correlati al sisma, l'unità ex fienile utilizzata come accessorio all'abitazione. A conferma della posizione del Comune, la Regione Emilia Romagna e il Servizio geologico sismico dei suoli chiamati in causa dal Difensore civico regionale, su sollecitazione della proprietà, a seguito di un sopralluogo ha confermato che l'inagibilità dovuta ai danni del terremoto è limitata alla sola unità strutturale accessoria ad uso deposito».
Nella lettera al prefetto viene anche spiegato la motivazione per cui non è stata accettata la richiesta di contributo. «Il rigetto della richiesta di contributo per le riparazioni post sisma - continua il sindaco - è dovuta all'applicazione delle ordinanze del Commissario delegato alla Ricostruzione». In particolare essendo inagibile, «nell'ambito dell'aggregato edilizio in oggetto, l'unità strutturale ad uso accessorio ed agibili le due destinate ad abitazione principale, la prima non risulta avente diritto al contributo. Ciò non toglie - rileva Paron - che il danno da sisma esiste e debba essere ripristinato dalla proprietà trattandosi di un immobile di proprietà privata».
La lettera del Comune alla prefettura si conclude ribadendo che non si rilevano pericolo per l'incolumità pubblica ed è la stessa proprietà che deve vigilare sull'incolumità delle persone che frequentano la struttura.
Giuliano Barbieri
«Il Comune - scrive nella nota il sindaco Paron - ha sempre riconosciuto inagibile, per danni correlati al sisma, l'unità ex fienile utilizzata come accessorio all'abitazione. A conferma della posizione del Comune, la Regione Emilia Romagna e il Servizio geologico sismico dei suoli chiamati in causa dal Difensore civico regionale, su sollecitazione della proprietà, a seguito di un sopralluogo ha confermato che l'inagibilità dovuta ai danni del terremoto è limitata alla sola unità strutturale accessoria ad uso deposito».
Nella lettera al prefetto viene anche spiegato la motivazione per cui non è stata accettata la richiesta di contributo. «Il rigetto della richiesta di contributo per le riparazioni post sisma - continua il sindaco - è dovuta all'applicazione delle ordinanze del Commissario delegato alla Ricostruzione». In particolare essendo inagibile, «nell'ambito dell'aggregato edilizio in oggetto, l'unità strutturale ad uso accessorio ed agibili le due destinate ad abitazione principale, la prima non risulta avente diritto al contributo. Ciò non toglie - rileva Paron - che il danno da sisma esiste e debba essere ripristinato dalla proprietà trattandosi di un immobile di proprietà privata».
La lettera del Comune alla prefettura si conclude ribadendo che non si rilevano pericolo per l'incolumità pubblica ed è la stessa proprietà che deve vigilare sull'incolumità delle persone che frequentano la struttura.
Giuliano Barbieri
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