Razzia alla festa paesana «Sapevano dove colpire»
Furto domenica sera a Francolino: prese borse e zaini dei volontari della sagra La rabbia del presidente: era un’area riservata, passa la voglia di impegnarsi
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«Siamo convinti che ad operare sia qualcuno che conosce bene la nostra festa, perché ha agito troppo a colpo sicuro». A parlare è Andrea Bianchi, presidente della Pro Loco di Francolino, amareggiato ed arrabbiato per il furto di domenica sera avvenuto durante la festa di Santa Liberata.
È facile comprendere la delusione dei volontari di Francolino, colpita per la prima volta da un furto di questo genere. Delusione perché i ladri hanno colpito proprio il cuore della festa, i volontari che ogni sera (fino a domenica 24) operano per il bene della comunità. Chi ha effettuato il furto sapeva bene dove colpire, perché praticando un taglio al tendone esterno dello stand del ristorante è riuscito ad arraffare borse e zaini dei volontari, senza il bisogno di entrare.
«Nello stand - spiega ancora Bianchi -, abbiamo riservato un’area a guardaroba per i nostri volontari. Si trova in una zona di passaggio delle persone in servizio, dunque è in vista ma chiusa agli ospiti della nostra festa. Tutto è successo in pochi minuti, sicuramente dopo le 18, in un momento di grande partecipazione perché era in corso la maratona musicale “Wùstok d’la Bassa” con tantissimi spettatori presenti e lo stand non è rimasto incustodito tanto a lungo. I ladri attraverso il buco hanno preso quello che hanno trovato».
Subito nella serata di domenica sono stati chiamati i carabinieri, mentre ieri mattina è stato il momento della conta dei danni. In tutto sono sette le persone derubate, compresa una donna che era arrivata direttamente dal lavoro alla festa e aveva una grossa cifra in contante. Poi c’è il problema dei tanti documenti, ora da rifare: «Oggi (ieri, ndr) abbiamo girato nei fossi della zona di Francolino, sperando che almeno avessero gettato documenti, bancomat e carte di credito, subito bloccate e dunque inutilizzabili, ma non è andata bene. Così al danno si aggiunge la beffa di dover rifare tutti i documenti personali».
Ieri sui social alcuni dei derubati hanno fatto un appello ai ladri in tal senso, ma le speranze che vada a buon fine sono poche. «C’è tanta rabbia, ci impegniamo per il paese e un episodio di questo genere fa passare la voglia». (d.b.)
È facile comprendere la delusione dei volontari di Francolino, colpita per la prima volta da un furto di questo genere. Delusione perché i ladri hanno colpito proprio il cuore della festa, i volontari che ogni sera (fino a domenica 24) operano per il bene della comunità. Chi ha effettuato il furto sapeva bene dove colpire, perché praticando un taglio al tendone esterno dello stand del ristorante è riuscito ad arraffare borse e zaini dei volontari, senza il bisogno di entrare.
«Nello stand - spiega ancora Bianchi -, abbiamo riservato un’area a guardaroba per i nostri volontari. Si trova in una zona di passaggio delle persone in servizio, dunque è in vista ma chiusa agli ospiti della nostra festa. Tutto è successo in pochi minuti, sicuramente dopo le 18, in un momento di grande partecipazione perché era in corso la maratona musicale “Wùstok d’la Bassa” con tantissimi spettatori presenti e lo stand non è rimasto incustodito tanto a lungo. I ladri attraverso il buco hanno preso quello che hanno trovato».
Subito nella serata di domenica sono stati chiamati i carabinieri, mentre ieri mattina è stato il momento della conta dei danni. In tutto sono sette le persone derubate, compresa una donna che era arrivata direttamente dal lavoro alla festa e aveva una grossa cifra in contante. Poi c’è il problema dei tanti documenti, ora da rifare: «Oggi (ieri, ndr) abbiamo girato nei fossi della zona di Francolino, sperando che almeno avessero gettato documenti, bancomat e carte di credito, subito bloccate e dunque inutilizzabili, ma non è andata bene. Così al danno si aggiunge la beffa di dover rifare tutti i documenti personali».
Ieri sui social alcuni dei derubati hanno fatto un appello ai ladri in tal senso, ma le speranze che vada a buon fine sono poche. «C’è tanta rabbia, ci impegniamo per il paese e un episodio di questo genere fa passare la voglia». (d.b.)
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