«Via sindaco e assessore dal tavolo per la sicurezza»
Ieri presidio di Lega e comitati davanti alla prefettura: garanzie sui militari in Gad Lodi (Lega) ne ha anche per il sindacato della Cgil: rappresenta pochi poliziotti
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Nicola Lodi, il segretario comunale della Lega Nord, è ritornato a Ferrara da Pontida, dove si è appena concluso il raduno nazionale del Carroccio, con una promessa “doppia”: «I parlamentari Gian Marco Centinaio e Massimiliano Fedriga mi hanno assicurato che uno dei primi atti che faremo, se l’anno prossimo andremo al governo, sarà confermare la presenza dell’esercito a Ferrara e mandare tutto quanto sarà necessario fino a quando ce ne sarà bisogno».
La campagna elettorale per le politiche bussa alle porte del capoluogo e incrocia strade e palazzi della zona Gad, quartiere che soffre in modo particolare la presenza di delinquenza e spaccio. Qui in città si è acceso il match per le politiche 2018 con affaccio sulle comunali del 2019.
Un vento che spira anche nelle stanze romane e locali del Pd, che nei giorni scorsi – decisione del ministro dell’interno Marco Minniti benedetta dal ministro ferrarese Dario Franceschini, che ne ha subito dato notizia – ha salutato, anche con qualche mugugno, l’arrivo annunciato di 12 militari. Dibattito e polemiche, ad esempio, ha suscitato la proposta dell’assessore alla Sicurezza Aldo Modonesi di impiegare i soldati nella vigilanza in centro per liberare pattuglie di polizia e carabinieri da mandare alla Gad.
I bersagli politici della campagna elettorale del Carroccio, che ieri ha portato una trentina di militanti e i rappresentanti di due comitati civici al presidio convocato davanti alla prefettura, sono citati per nome e cognome: il sindaco Tiziano Tagliani, l’assessore Aldo Modonesi e il ministro Dario Franceschini. Oltre al sindacato Silp-Cgil, che in questi giorni ha espresso dubbi sulla possibilità di utilizzare i militari nella Gad. «II segretario del Silp parla quasi a titolo personale perché a quel sindacato di polizia aderiscono pochissimi iscritti. Se vuole si candidi, la sua linea manca di rispetto ai 300 iscritti che aderiscono a tutte le altre associazioni», ha sentenziato Lodi. Di Tagliani e Modonesi parla la lettera consegnata in prefettura dai due rappresentanti “civici”, Roberto Zaramella (Comitato 2013) e Graziano Cardi (Comitato Cesare Battisti) che chiedono l’«esclusione, per manifesta inaffidabilità, del sindaco Tagliani e dell’assessore Modonesi da qualsiasi riunione del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza pubblica e di invitare, al loro posto, i presidenti dei comitati della Gad che meglio di ogni altro conoscono i problemi del territorio». Una richiesta, che almeno per quanto riguarda il sindaco, non può essere istituzionalmente accolta perché è membro dell’organismo di diritto. Il prefetto viene anche sollecitato a «farsi carico presso il ministero dell’invio di altri reparti di militari fin tanto che non venga ripristinato il totale controllo della città». Per Cardi i politici che fino ad oggi hanno trattato la questione sicurezza nel quartiere Giardino si sono comportati come «cuscini scaldapoltrone».
Lodi ha dedicato i suoi pensieri al ministro Franceschini, che «ha dormito fino a ieri ma ora ha annunciato l’arrivo dell’esercito», e ai suoi compagni di partito che «a Ferrara litigano fra di loro». In realtà, dice, la possibilità di impiegare 12 militari in più «è oro per questo territorio«.
La campagna elettorale per le politiche bussa alle porte del capoluogo e incrocia strade e palazzi della zona Gad, quartiere che soffre in modo particolare la presenza di delinquenza e spaccio. Qui in città si è acceso il match per le politiche 2018 con affaccio sulle comunali del 2019.
Un vento che spira anche nelle stanze romane e locali del Pd, che nei giorni scorsi – decisione del ministro dell’interno Marco Minniti benedetta dal ministro ferrarese Dario Franceschini, che ne ha subito dato notizia – ha salutato, anche con qualche mugugno, l’arrivo annunciato di 12 militari. Dibattito e polemiche, ad esempio, ha suscitato la proposta dell’assessore alla Sicurezza Aldo Modonesi di impiegare i soldati nella vigilanza in centro per liberare pattuglie di polizia e carabinieri da mandare alla Gad.
I bersagli politici della campagna elettorale del Carroccio, che ieri ha portato una trentina di militanti e i rappresentanti di due comitati civici al presidio convocato davanti alla prefettura, sono citati per nome e cognome: il sindaco Tiziano Tagliani, l’assessore Aldo Modonesi e il ministro Dario Franceschini. Oltre al sindacato Silp-Cgil, che in questi giorni ha espresso dubbi sulla possibilità di utilizzare i militari nella Gad. «II segretario del Silp parla quasi a titolo personale perché a quel sindacato di polizia aderiscono pochissimi iscritti. Se vuole si candidi, la sua linea manca di rispetto ai 300 iscritti che aderiscono a tutte le altre associazioni», ha sentenziato Lodi. Di Tagliani e Modonesi parla la lettera consegnata in prefettura dai due rappresentanti “civici”, Roberto Zaramella (Comitato 2013) e Graziano Cardi (Comitato Cesare Battisti) che chiedono l’«esclusione, per manifesta inaffidabilità, del sindaco Tagliani e dell’assessore Modonesi da qualsiasi riunione del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza pubblica e di invitare, al loro posto, i presidenti dei comitati della Gad che meglio di ogni altro conoscono i problemi del territorio». Una richiesta, che almeno per quanto riguarda il sindaco, non può essere istituzionalmente accolta perché è membro dell’organismo di diritto. Il prefetto viene anche sollecitato a «farsi carico presso il ministero dell’invio di altri reparti di militari fin tanto che non venga ripristinato il totale controllo della città». Per Cardi i politici che fino ad oggi hanno trattato la questione sicurezza nel quartiere Giardino si sono comportati come «cuscini scaldapoltrone».
Lodi ha dedicato i suoi pensieri al ministro Franceschini, che «ha dormito fino a ieri ma ora ha annunciato l’arrivo dell’esercito», e ai suoi compagni di partito che «a Ferrara litigano fra di loro». In realtà, dice, la possibilità di impiegare 12 militari in più «è oro per questo territorio«.
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