«Ecco perché non ci costituiremo»
Comune, Fondazione Carife e Confagricoltura: nessuna richiesta danni
2 MINUTI DI LETTURA
Basterebbe molto meno dei classici “sei gradi di separazione” per poter affermare tranquillamente che il processo Carife sull’aumento di capitale, e l’inchiesta sulla bancarotta ormai agli sgoccioli, sono arrivati a coinvolgere tra danni diretti e indiretti ogni singolo ferrarese. La mole delle 600 parti civili, pur imponente, non arriva a definire i contorni di un crollo che ha squassato la città nel profondo. Tra le parti lese che oggi chiederanno il diritto di rivalersi sui dodici imputati per i danni subiti, non ci sarà il Comune di Ferrara: «L’amministrazione non ha ricevuto alcuna sollecitazione a costituirsi - spiega il sindaco Tiziano Tagliani - Del resto i nostri uffici legali, interpellati al riguardo, avevano già chiarito che per il Comune di Ferrara non c’erano le condizioni per una costituzione di parte civile, perché non ha avuto alcun danno diretto. Si poteva tentare la strada del danno di immagine, ma era difficilmente sostenibile».
Non sarà parte civile nemmeno la Fondazione Carife, come ribadisce il presidente Riccardo Maiarelli, per il quale i procedimenti penali in corso «non sono né risolutivi, né esaustivi. Chi siede sul banco degli imputati non ha avuto alcuna responsabilità in un colpo di mano a mio parere indegno di un Paese civile: la cancellazione di un’assemblea dei soci (quella del 30 luglio 2015 che aveva approvato l’aumento di capitale fissando il valore delle azioni Carife a 0,27 cent, ndr) deliberata da Bankitalia e avallata dal Ministero. Un colpo di spugna che si è abbattuto su 28mila azionisti». La Fondazione, conclude, ha condotto la sua battaglia legale su un altro fronte, quello del ricorso al Tar contro il Salvabanche e, dopo la sentenza sfavorevole del tribunale amministrativo, l’appello al Consiglio di Stato.
Stessa posizione da parte di Confagricoltura: «L’organizzazione di categoria non prenderà parte al processo come parte civile - chiarisce il direttore Paolo Cavalcoli - Non ci sono state richieste in questo senso da parte dei nostri soci». Ma Confagricoltura non chiederà agli imputati un risarcimento dei danni perché chi quei danni li ha provocati non è a processo: «Quella di Carife è una vicenda che ha dell’incredibile, era una banca che possedeva tutte le potenzialità e le condizioni per essere salvata, ed è stata fatta fallire. La stessa Bankitalia aveva indotto l’aumento di capitale, e invece siamo arrivati alla situazione che sappiamo. Siamo rimasti feriti e basiti dal trattamento riservato a Carife, la banca stessa è una vittima».
Non sarà parte civile nemmeno la Fondazione Carife, come ribadisce il presidente Riccardo Maiarelli, per il quale i procedimenti penali in corso «non sono né risolutivi, né esaustivi. Chi siede sul banco degli imputati non ha avuto alcuna responsabilità in un colpo di mano a mio parere indegno di un Paese civile: la cancellazione di un’assemblea dei soci (quella del 30 luglio 2015 che aveva approvato l’aumento di capitale fissando il valore delle azioni Carife a 0,27 cent, ndr) deliberata da Bankitalia e avallata dal Ministero. Un colpo di spugna che si è abbattuto su 28mila azionisti». La Fondazione, conclude, ha condotto la sua battaglia legale su un altro fronte, quello del ricorso al Tar contro il Salvabanche e, dopo la sentenza sfavorevole del tribunale amministrativo, l’appello al Consiglio di Stato.
Stessa posizione da parte di Confagricoltura: «L’organizzazione di categoria non prenderà parte al processo come parte civile - chiarisce il direttore Paolo Cavalcoli - Non ci sono state richieste in questo senso da parte dei nostri soci». Ma Confagricoltura non chiederà agli imputati un risarcimento dei danni perché chi quei danni li ha provocati non è a processo: «Quella di Carife è una vicenda che ha dell’incredibile, era una banca che possedeva tutte le potenzialità e le condizioni per essere salvata, ed è stata fatta fallire. La stessa Bankitalia aveva indotto l’aumento di capitale, e invece siamo arrivati alla situazione che sappiamo. Siamo rimasti feriti e basiti dal trattamento riservato a Carife, la banca stessa è una vittima».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
