«I blocchi vicino allo stadio ci portano via il lavoro»
di Marcello Pulidori
Due commercianti guidano la protesta per i provvedimenti viari al “Paolo Mazza” Nel mirino i divieti al traffico del sabato e della domenica con le partite interne
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Tutti con la Spal? Non proprio, almeno dopo essersi fatti un giro attorno allo stadio “Paolo Mazza” ed aver parlato, ieri mattina, con i due commercianti che stanno portando avanti una inattesa protesta. A parte il fatto che la Spal (sportivamente parlando) nulla c’entra, ad essere entrati nel mirino di Patrizia Trimurti, edicolante di Corso Piave, e Sergio Vitali, titolare e gestore della macelleria di via Fortezza, sono in effetti le disposizioni che regolano il traffico prima, durante e dopo le gare interne dei bianco-azzurri. Disposizioni che, secondo il plotone di commercianti (che ieri annunciava anche di voler portare la protesta fino al municipio) di cui la Trimurti e Vitali si sono fatti portavoce, «penalizzano pesantemente il lavoro di chi in zona gestisce un’attività e “taglia” in maniera robusta gli incassi. Una situazione che troviamo iniqua dal nostro punto di vista». Prima la protesta di alcuni residenti che, domenica scorsa in occasione della gara interna contro il Cagliari, si erano visti prelevare le auto dal carro-attrezzi in quanto si trovavano “regolarmente” in divieto di sosta. Nulla da eccepire alla misura adottata dalla Polizia municipale, ma l’amaro in bocca di non poter più (per la verità già dall’anno scorso in serie B) disporre degli spazi davanti a casa come si poteva fare prima, lo si può comprendere.
Più pregnante è senza dubbio il tema, o i temi, posti dalla Trimurti e da Vitali, persone ragionevoli e di buon senso. Non riguarda soltanto alcuni residenti (le cui rimostranze sono comunque più che legittime) ma una decina di negozi e centinaia di famiglie/clienti che in questi negozi di vicinato oggi tanto preziosi fanno la spesa. «Io le assicuro di aver visto calare il mio guadagno di molto - spiegava ieri mattina la edicolante di Corso Piave, una edicola storica di Ferrara - , basta pensare che alla domenica quando la Spal gioca alle 15 qui le strade di accesso allo stadio vengono chiuse prima delle 10, vale a dire 5 ore in anticipo rispetto all’inizio della gara. Mi pare francamente eccessivo. Poi tenga conto - prosegue Patrizia - che la domenica, per noi edicolanti, è come l’oro visto che è risaputo che si tratta di un giorno in cui, generalmente, le persone non lavorano e hanno quindi più tempo per leggere». Riflessioni che non fanno una piega e che vengono sottoscritte praticamente a scatola chiusa da Vitali, titolare di un’altra storica attività, la macelleria di via Fortezza. «Il mio problema, chiamiamolo così - dice Vitali - si acutizza soprattutto il sabato, anche perché io la domenica tengo chiuso. Il sabato invece quando la Spal gioca in casa c’è un mare di gente, in giro. Ma quanti, secondo lei, vengono a comprare carne o salumi quando migliaia di persone invadono queste strade?». Tra l’altro va aggiunto un particolare da non sottovalutare: l’area stadio è una zona residenziale con una media di età dei residenti piuttosto alta, non certo giovani né giovanissimi. La macelleria di Vitali, molto conosciuta e con una clientela affezionata, si trova proprio a poche decine di metri dalla ideale intersezione tra tribunale laterale ed ex Curvino (oggi curva ospite).
Altre proteste tra quelle raccolte dai due commercianti riguardano la viabilità in senso stretto, modificata sia l’anno scorso che quest’anno a causa delle mutate necessità e delle nuove situazioni che si sono create con l’arrivo di tifoserie da serie A, quindi numericamente molto più consistenti. In questo caso è ancora la Trimurti a testimoniare: «So di miei clienti - spiega - costretti a fare giri infiniti per la città, così almeno mi raccontano, quando prima tutti questi problemi non c’erano». Va anche detto che ogni conquista (nella fattispecie la serie A) comporta inevitabilmente dei “costi”, pur trovando le lamentele di residenti e commercianti più che legittime sul piano del loro significato.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Più pregnante è senza dubbio il tema, o i temi, posti dalla Trimurti e da Vitali, persone ragionevoli e di buon senso. Non riguarda soltanto alcuni residenti (le cui rimostranze sono comunque più che legittime) ma una decina di negozi e centinaia di famiglie/clienti che in questi negozi di vicinato oggi tanto preziosi fanno la spesa. «Io le assicuro di aver visto calare il mio guadagno di molto - spiegava ieri mattina la edicolante di Corso Piave, una edicola storica di Ferrara - , basta pensare che alla domenica quando la Spal gioca alle 15 qui le strade di accesso allo stadio vengono chiuse prima delle 10, vale a dire 5 ore in anticipo rispetto all’inizio della gara. Mi pare francamente eccessivo. Poi tenga conto - prosegue Patrizia - che la domenica, per noi edicolanti, è come l’oro visto che è risaputo che si tratta di un giorno in cui, generalmente, le persone non lavorano e hanno quindi più tempo per leggere». Riflessioni che non fanno una piega e che vengono sottoscritte praticamente a scatola chiusa da Vitali, titolare di un’altra storica attività, la macelleria di via Fortezza. «Il mio problema, chiamiamolo così - dice Vitali - si acutizza soprattutto il sabato, anche perché io la domenica tengo chiuso. Il sabato invece quando la Spal gioca in casa c’è un mare di gente, in giro. Ma quanti, secondo lei, vengono a comprare carne o salumi quando migliaia di persone invadono queste strade?». Tra l’altro va aggiunto un particolare da non sottovalutare: l’area stadio è una zona residenziale con una media di età dei residenti piuttosto alta, non certo giovani né giovanissimi. La macelleria di Vitali, molto conosciuta e con una clientela affezionata, si trova proprio a poche decine di metri dalla ideale intersezione tra tribunale laterale ed ex Curvino (oggi curva ospite).
Altre proteste tra quelle raccolte dai due commercianti riguardano la viabilità in senso stretto, modificata sia l’anno scorso che quest’anno a causa delle mutate necessità e delle nuove situazioni che si sono create con l’arrivo di tifoserie da serie A, quindi numericamente molto più consistenti. In questo caso è ancora la Trimurti a testimoniare: «So di miei clienti - spiega - costretti a fare giri infiniti per la città, così almeno mi raccontano, quando prima tutti questi problemi non c’erano». Va anche detto che ogni conquista (nella fattispecie la serie A) comporta inevitabilmente dei “costi”, pur trovando le lamentele di residenti e commercianti più che legittime sul piano del loro significato.
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