La scuola del sorriso è ancora chiusa e i bambini vanno alle medie
Le elementari hanno preso il via in trasferta Il sindaco: «Nessun intralcio per le lezioni. I lavori a breve»
LAGOSANTO. «Non posso dire niente. E non perché le cose siano ferme, anzi. È solo che questa volta aspetto il momento giusto». Il sindaco di Lagosanto, Maria Teresa Romanini, tiene la bocca più o meno cucita sulla situazione delle scuole elementari di via Roma, la Scuola del sorriso, nel mirino ormai da anni.
I lavori, a quanto pare, dovrebbero iniziare e la gara d’appalto starebbe per partire. «I bambini sono stati tutti sistemati - dice il sindaco -. Per fortuna l’istituto dove hanno sede le medie è in grado di accogliere tutte le classi e abbiamo anche fatto due ingressi differenti così da non creare confusione. L’anno scolastico è dunque partito senza alcun problema».
Bambini in classe ma il problema resta. Con il maltempo dello scorso mese di luglio e agosto, si sono verificate nuove infiltrazioni d’acqua dal soffitto e pannelli divelti. «La situazione è inaccettabile - ha affermato il comitato genitori - Una soluzione bisogna trovarla e anche in fretta». La struttura è nuova. O meglio, era nuova nel 2013 quando è stata inaugurata. La scuola è costata 3 milioni e 900mila euro, già ristrutturata e con un altro intervento di ripristino. «Alla lunga queste ripetute infiltrazioni possono causare ulteriori danni - vanno avanti dal Comitato -. Tempo fa erano stati effettuati lavori di manutenzione straordinaria, adesso siamo punto e capo e l’inverno è alle porte». Il primo cittadino è determinato a chiedere i danni alla ditta che portato avanti i lavori, sollecitata anche dagli esponenti del Movimento 5 Stelle: «Ci risiamo, i difetti costruttivi sono evidenti ed a questo punto bisognerà valutare diversi aspetti». In seguito al nubifragio del febbraio 2015 venne scoperchiata parte del tetto e volarono via diversi pannelli. I bambini furono trasferiti in altra scuola. Il sindaco ha sempre respinto le accuse giunte soprattutto dal Movimento, sottolineando più volte che il Comune non ha mai accettato la situazione che si è venuta a creare e che l’intento, anche questa volta, è di andare avanti per capire di chi sono le responsabilità.
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