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Lamborghini Calor non c’è l’accordo Il nodo sugli esuberi

Lamborghini Calor non c’è l’accordo Il nodo sugli esuberi

Dosso, l’azienda vorrebbe l’intesa senza la volontarietà Lodi (Fiom): «Il ministero doveva e poteva fare di più»

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DOSSO. Non è andato come si sperava l’incontro a Roma al ministero in merito alla procedura di licenziamento collettivo avviata da Ferroli Spa e da Lamborghini Calor Spa per gli stabilimenti di San Bonifacio nel Veronese, quartier generale del gruppo, Dosso, Grugliasco in provincia di Torino e Casole d’Elsa in provincia di Siena (per la fabbrica di Alano nel Bellunese la vertenza era già stata risolta). «Il numero complessivo degli esuberi, attestato sulle 244 unità di cui 18 a Dosso, 16 a Grugliasco, uno a Colle Val d’Elsa egli altri concentrati a San Bonifacio, è troppo elevato - afferma Samuele Lodi,segretario provinciale della Fiom-Cgil - è impossibile fare un accordo senza il criterio della volontarietà. L’azienda è arrivata ad offrire ventimila euro di incentivi ma non si tratta solo di una questione economica. Devo rilevare che il ministero dello Sviluppo Economico ha solo preso atto della volontà dell’azienda e non è intervenuto per imporre il criterio della volontarietà all’azienda o quantomeno provare a condizionarla e questo fatto lo considero molto grave».

Le parti hanno deciso di incontrarsi in sede aziendale per verificare se ci sono le condizioni per trovare un accordo come previsto dalla procedura di mobilità (legge 223/91) entro lunedì 25 data in cui le parti sono state riconvocate in sede ministeriale. A sostegno della trattativa vengono confermate le iniziative di lotta attualmente in corso presso gli stabilimenti del gruppo. Oggi è previsto un tavolo a san Bonifacio dove si parlerà in particolare delle problematiche riguardanti lo stabilimento veronese mentre domani, sempre a San Bonifacio, un altro tavolo con la presenza dei sindacati e delle Rsu degli altri stabilimenti dove si affronteranno le questioni relative alle fabbriche di Dosso e di Grugliasco. Accordo già raggiunto per la fabbrica di Alano di Piave nel Bellunese con una buonuscita di 9.600 euro a testa e una serie di incentivi per riqualificarsi ma dal 25 settembre tutti definitivamente a casa. La firma apposta a Roma al ministero dello Sviluppo economico sull’accordo già raggiunto nei giorni scorsi da sindacati e proprietà ha definito la sorte dei 110 lavoratori della Ima Ferroli di Alano: il 23 settembre per loro finirà la cassa integrazione straordinaria e subito dopo saranno tutti licenziati.(m.bar.)



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