Platani troppo pericolosi Provincia condannata
Massa Fiscaglia, il giudizio sullo schianto del 2011 in cui restò ferita una donna Mancava la protezione per le auto, l’amministrazione dovrà pagare 150mila euro
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MASSA FISCAGLIA. La strada Provinciale 15, che collega Tresigallo a Massa Fiscaglia, è da qualche anno sotto inchiesta per la presenza di platani troppo vicini alle corsie di marcia e in assenza di protezione con guard rail. Evidentemente, non è solo un’impressione delle persone, perché anche il tribunale di Ferrara si è espresso in questo senso. Infatti, il 28 luglio ha condannato la provincia di Ferrara a risarcire una signora che aveva fatto un incidente nel 2011. Daniela Rasconi, che a causa di un colpo di sonno o di un malore, - non è dato saperlo in quanto non ricorda nulla dell’accaduto - mentre procedeva in direzione Massa Fiscaglia rispettando i limiti stradali, aveva invaso la corsia opposta e impattato un platano posto sul ciglio della carreggiata, riportando gravi lesioni che l’hanno costretta ad un ricovero prolungato al Sant’Anna. Il perché non siano ancora state prese contromisure, nonostante siano passati ormai tanti anni, lo spiega Massimo Mastella, dirigente dei lavori pubblici della provincia di Ferrara: «i platani in questione sono di parecchi anni prima che entrasse in vigore la normativa riguardante le distanze minime da rispettare. Noi seguiamo logiche accurate, attraverso statistiche e analisi di pericolosità delle strade, per valutare la pericolosità di un determinato tratto ma - conclude - per mettere in sicurezza le strade che ne avrebbero bisogno servirebbero risorse che al momento non abbiamo».
A seguito dell’incidente la Rasconi aveva chiesto un risarcimento danni alla provincia di Ferrara citandola in giudizio. Stando a quanto riportato, il danno si sarebbe potuto evitare se ci fosse stato almeno un guard rail. Inoltre il platano incriminato si trovava ad una distanza inferiore ai sei metri previsti, violando presumibilmente la normativa. In luglio finalmente la sentenza, che ha stabilito in una cifra superiore ai 150.000 euro il risarcimento. L’avvocato Luca Nicolussi, che ha assistito la signora durante il procedimento giudiziario, ha così commentato la sentenza emessa dal tribunale: «è stata una lunga battaglia, ma alla fine ha vinto la giustizia. Solo l’autorità giudiziaria ha il potere di cambiare le cose, condannando le pubbliche amministrazioni a risarcire le vittime della strada. Se ciò avvenisse sempre, l’ente preposto si vedrebbe costretto a rimediare, mettendo in sicurezza queste strade. Ad esempio con i guard rail, che eviterebbero oltre ai danni fisici anche l’estirpazione delle piante pericolosamente vicine alla strada. Quello che è accaduto alla signora potrebbe accadere a chiunque. Ogni anno centinaia di automobilisti perdono la vita o riportano lesioni gravi andando a sbattere contro alberi sul ciglio delle strade extraurbane, questo non è più tollerabile».
La vicenda è terminata con una vittoria della Rasconi e dell’avvocato Nicolussi, ma non è ancora chiaro se la provincia farà ricorso o meno, anche se pare molto probabile.
Samuele Melloni
A seguito dell’incidente la Rasconi aveva chiesto un risarcimento danni alla provincia di Ferrara citandola in giudizio. Stando a quanto riportato, il danno si sarebbe potuto evitare se ci fosse stato almeno un guard rail. Inoltre il platano incriminato si trovava ad una distanza inferiore ai sei metri previsti, violando presumibilmente la normativa. In luglio finalmente la sentenza, che ha stabilito in una cifra superiore ai 150.000 euro il risarcimento. L’avvocato Luca Nicolussi, che ha assistito la signora durante il procedimento giudiziario, ha così commentato la sentenza emessa dal tribunale: «è stata una lunga battaglia, ma alla fine ha vinto la giustizia. Solo l’autorità giudiziaria ha il potere di cambiare le cose, condannando le pubbliche amministrazioni a risarcire le vittime della strada. Se ciò avvenisse sempre, l’ente preposto si vedrebbe costretto a rimediare, mettendo in sicurezza queste strade. Ad esempio con i guard rail, che eviterebbero oltre ai danni fisici anche l’estirpazione delle piante pericolosamente vicine alla strada. Quello che è accaduto alla signora potrebbe accadere a chiunque. Ogni anno centinaia di automobilisti perdono la vita o riportano lesioni gravi andando a sbattere contro alberi sul ciglio delle strade extraurbane, questo non è più tollerabile».
La vicenda è terminata con una vittoria della Rasconi e dell’avvocato Nicolussi, ma non è ancora chiaro se la provincia farà ricorso o meno, anche se pare molto probabile.
Samuele Melloni
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