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«Sosteniamo i ricercatori Unife per sconfiggere l’atassia»

«Sosteniamo i ricercatori Unife per sconfiggere l’atassia»

Dallo scorso anno una ricercatrice, Francesca Salvatori, sta lavorando a un importante progetto di ricerca per riuscire a sconfiggere l'atassia. Salvatori è impegnata su questo progetto insieme a un...

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Dallo scorso anno una ricercatrice, Francesca Salvatori, sta lavorando a un importante progetto di ricerca per riuscire a sconfiggere l'atassia. Salvatori è impegnata su questo progetto insieme a un team di giovani ricercatori che operano nei laboratori dell'Università di Ferrara.

L’atassia è una malattia genetica rara e incurabile, che toglie gradualmente ai malati la possibilità di muoversi, parlare e respirare e che colpisce persone come Matteo, un giovane ragazzo ferrarese, che fino a pochi anni fa partecipava a campionati di pattinaggio corsa, ora barcolla e fatica a camminare. Il suo destino è quello di rimanere allettato. Per queste persone una speranza potrebbe arrivare proprio da Ferrara, ma sarà tutto più facile se si supereranno le difficoltà legate alla raccolta dei fondi per far continuare la ricerca. «La nostra è una Fondazione piccola ma coraggiosa - spiega il presidente dell’Acaref Giampiero Domenicali – e in questi anni ci siamo impegnati molto, insieme ad Aisa Ferrara (Associazione Italiana per le sindromi atassiche), per finanziare il progetto di ricerca che è partito lo scorso settembre, in collaborazione con l'Università di Ferrara. Si tratta di una linea di ricerca davvero promettente e il nostro obiettivo è finanziarla in maniera continuativa, perché il peggior nemico della ricerca scientifica è proprio la sospensione per assenza di fondi. Ma fare ricerca ha dei costi e per questo facciamo un appello a tutti perché ci aiutino a raccogliere i 40.000 euro necessari per sostenere il lavoro di Francesca Salvatori e del suo team anche quest'anno. Non siamo soliti fare appelli espliciti, ma ci rendiamo conto che l'atassia è una sindrome che pochi conoscono e vorremmo, invece, che in molti comprendessero la sua gravità e l'importanza della nostra buona causa. Basta davvero pochissimo, pochi euro a testa per dare una speranza concreta agli atassici».

Al progetto, in questo anno, hanno lavorato anche giovanissimi ricercatori, dottorandi e studenti universitari che hanno dato il loro contributo alla ricerca, tanto che il progetto sull'atassia sta facendo scuola, suscitando interesse delle nuove generazioni di ricercatori.

Il progetto in corso prevede come fine quello di sviluppare strategie terapeutiche efficaci per sconfiggere la malattia.

In particolare, si lavora sulla correzione del difetto genetico che causa la Sca1 direttamente all'interno delle cellule, in modo che le cellule malate smettano di produrre la proteina mutata e tossica.

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