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Berco, altri passi avanti nella firma del contratto

Berco, altri passi avanti nella firma del contratto

I dipendenti hanno sollevato alcune perplessità solo sulla novità del welfare La prossima settimana il voto per l’ipotesi di accordo poi l’incontro con l’azienda 

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COPPARO. A undici anni di distanza dall’ultimo contratto aziendale collettivo, risalente al 2006 è stata siglata in questi giorni l’ipotesi di accordo tra sindacati e direzione Berco sul nuovo contratto triennale: in vigore dal prossimo 1 ottobre sino a fine settembre 2020.

Un’intesa giunta dopo numerosi (17) incontri fra le controparti nel corso degli ultimi mesi. I cui punti e nodi principali da sciogliere erano legati all’agibilità sindacale (ottenuta più presenza su sicurezza sul lavoro e salute), turni, straordinari, la gestione degli orari di lavoro, i contratti anche per i lavoratori atipici ( in ‘somministrazione’ è il termine burocratico), apprendistato e formazione, il premio di risultato e del cosiddetto welfare: ormai una forma sempre più presente nei contratti aziendali e nazionali, incentivato da nuove norme di legge e fiscali decise del Governo.

Di questi complessi aspetti, con tante cifre che toccano il salario, legate anche ai diversi turni, hanno parlato i rappresentanti sindacali nelle assemblee con i lavoratori indette in queste ore presso lo stabilimento copparese.

Con l’intervento dei dirigenti sindacali e le segreterie provinciali di Fiom Cgil con Samuele Lodi, Patrizio Marzola della Fim Cisl, Paolo Da Lan della Uil Uilm e la Fismic, con Guido Goberti e altri dirigenti; oltre alle Rsu di fabbrica. Con accenti diversi i sindacalisti hanno sottolineato la difficoltà della trattativa e l’intesa faticosamente raggiunta: «L’ipotesi di accordo è sostanzialmente soddisfacente - hanno detto -, portando a casa il massimo possibile, con la questione sui 18 turni che tocca certo i lavoratori. Ma salvaguardando in sostanza (considerando le ultime novità di legge e fiscali) in gran parte il precedente contratto scaduto, mentre i lavoratori atipici percepiranno i soldi degli altri dipendenti. Sul cambio di turno l’azienda chiede una maggiore flessibilità».

Riguardo al premio di risultato, si parla nel triennio di 1.350 euro, di cui 1.000 euro in busta paga e 350 euro di welfare: i sindacati hanno chiesto modifiche, che riguarderanno pure spese sanitarie e scolastiche (mentre sono codificate nel Tfr anche spese legali), oltre a buoni spesa e carburante com’era finora. Relativamente alla mensa l’azienda coprirà ancora quasi interamente il costo: su questo aspetto del welfare alcuni operai hanno espresso delle riserve.

L’ipotesi firmata sarà sottoposta al voto nel referendum indetto dal 25 al 27 settembre, con un quesito specifico agli operai delle officine sulla turnazione dei 18 turni. E il 3 ottobre i sindacati incontreranno il nuovo amministratore delegato che prenderà il posto di Sven Arend.

Franco Corli

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