Chiusa per sempre la linea ferroviaria Dogato-Porto
L’assessore regionale Donini: i treni senza passeggeri. All’orizzonte si affaccia l’ipotesi pista ciclabile
DOGATO. «Non potevo lasciare una ferrovia senza treno. Oggi non posso lasciare un treno senza passeggeri». È lapidario l’assessore regionale ai Trasporti Raffaele Donini che chiude il passaggio a livello sulla linea Dogato - Portomaggiore. «Sul treno viaggiava un solo passeggero - spiega l’assessore - Dopo alcuni mesi di sperimentazione abbiamo constatato che il servizio non viene utilizzato e i costi per la gestione dello stesso non sono congrui alla reali necessità». Insomma, la Tper (Trasporto passeggeri Emilia Romagna) ci ha provato, i sindaci Andrea Marchi e Nicola Minarelli ci hanno creduto, così come l’assessore Donini ma già prima dell’estate il servizio era stato sospeso e certo non ripartirà.
«Stiamo pensando ad un’alternativa e in realtà qualcosa in pentola bolle già - assicura l’assessore - Nei prossimi mesi arriveremo con proposte concrete». L’idea è quella di utilizzare il percorso delle rotaie, già perfettamente tracciato, per la realizzazione di una pista ciclabile. Della linea ferroviaria si era discusso tanto in consiglio a Portomaggiore quanto a Ostellato. «Gli utenti non sono stati messi in grado di avere un ottimo servizio - ha detto Minarelli - Nessun treno diretto da Codigoro a Bologna e viceversa, è mai stato inserito e questo ha disincentivato l'utenza. Per quanto riguarda la proposta di trasformazione della linea da ferrovia a pista ciclabile è una proposta intelligente, che prendiamo in carico ma non la possiamo accostare al progetto Ducati Estensi, dobbiamo trovare nuove risorse regionali».
«Effettivamente nessuno prendeva il treno - ammette Marchi - e sarebbe stato assurdo continuare a far viaggiare convogli vuoi. Adesso possiamo ragionare su come intervenire in un percorso che esiste e che deve essere ben sfruttato». Intanto sia dalla Lega Nord che dal gruppo del Movimento 5 Stelle in regione, chiedono ulteriori chiarimenti anche perché «Sono state mille le promesse dopo l’inugurazione - dice il consigliere regionale Alan Fabbri - ultima quella secondo cui il tracciato sarebbe dovuto diventare parte integrante del cosiddetto corridoio della “Romea Ferroviaria”. Invece, dopo anni di investimenti iniziati nel 2000 e un finanziamento di oltre 15 milioni di euro che, a fronte della “mancanza di utenza”, il progetto andrà perduto».
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