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PARON ACCUSA TOSELLI 

«Il destino di Cmv Servizi andava discusso tra i soci»

«Il destino di Cmv Servizi andava discusso tra i soci»

VIGARANO MAINARDA. Si prevede molto agitata l'assemblea dei soci di Cmv Servizi prevista per domani. Il sindaco Fabrizio Toselli, che tramite il Comune di Cento detiene il 97,75% delle azioni, lunedi...

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VIGARANO MAINARDA. Si prevede molto agitata l'assemblea dei soci di Cmv Servizi prevista per domani. Il sindaco Fabrizio Toselli, che tramite il Comune di Cento detiene il 97,75% delle azioni, lunedi ha valutato la situazione della società insieme ai suoi uffici comunali e con il supporto di un consulente.

Da questo incontro - come riportato dalla Nuova martedì e ieri - sono uscite tante ipotesi sulla situazione futura di Cmv Servizi. Si è parlato di fusione, incorporazione e anche di valutare la possibilità di dismettere la società. Ma di tutto questo i soci minoritari non sono stati informati di niente.

«Le politiche di modifiche societarie - spiega il sindaco Barbara Paron - si dovrebbero fare solo dopo che al tavolo di confronto si è parlato con tutti i soci. Ritengo scorretto che da giorni si fanno ipotesi sul futuro di Cmv, scaturite da incontri interni di chi ha la maggiornza, mentre gli alri soci non hanno avuto informazioni neppure formali. Sono delusa nel constatare che, per l'ennesima volta, non c'è tavolo di discussione su un'azienda di cui Vigarano è socio fondatore».

Probabile che le informazioni siano date all'assemblea dei soci prevista per venerdì, ma «a questo punto - continua Paron - si può fare a meno dell'assembea», perchè la Nuova Ferrara ha già evidenziato «cosa ha in testa il sindaco di Cento. Se vuol decidere tutto da solo lo dica chiaramente. Sono stata avvicinata da cittadini che mi hanno chiesto informazioni sul destino di Cmv. Seppur a malincuore ho dovuto rispondere che non so niente e le uniche notizie sono quelle che ho letto. È la verità, anche se è duro e avvilente subirla».

Una situazione che ha fatto arrabbiare il sindaco vigaranese: «Credo che non sia un esempio di buona politica il fatto di non confrontarsi prima sul destino di una partecipata quando, voglio ricordare bene, sono in gioco dei posti di lavoro e non solo le quote dei comuni soci».

Giuliano Barbieri



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