Si riparte dalla bietola ma sempre più naturale
Lagosanto, tecnici ed esperti a confronto: in questi anni sviluppo costante Nuove tecniche messe in campo che consentono di non usare fertilizzanti
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LAGOSANTO . Si riparte dalla bietola. I risultati di un monitoraggio svolto dai tecnici delle associazioni bieticole nazionali (Anb, Cnb e Abi e coordinato da Beta) mostrano come la bietola, nonostante la sua scarsa diffusione limitata agli areali più vocati, sia una coltura preziosa per la diversificazione colturale ma anche in funzione del reddito che può garantire all’agricoltore.
La Società Agricola Natalia di Lagosanto, ha ospitato ieri la tappa conclusiva di un lungo ciclo di 30 dimostrazioni in campo, organizzato dai Club territoriali della Bietola, che ha coinvolto oltre 1.250 agricoltori. Tra le iniziative organizzate da Coprob(Cooperativa Produttori Bieticoli) in stretta collaborazione con i soci dei Club, è annoverata quella degli Ettari B-lanciati, finalizzata a testare a pieno campo tecniche, strumenti e mezzi tecnici studiati da Beta, la sua divisione di sperimentazione agronomica.
Un evento che ieri ha richiamato una cinquantina di imprenditori agricoli non solo della zona, per una valutazione tecnica ed operativa. Un’esperienza, avviata nel 2015, che ha registrato uno sviluppo costante. Gli importanti risultati ottenuti in questi 3 anni, hanno evidenziato ricadute positive sulla redditività di una coltivazione basilare nella rotazione agronomica, in grado di garantire all'Italia una produzione nazionale di zucchero. La nuova tecnica culturale degli Ettari B-lanciati, che coniuga l’innovazione colturale alla salvaguardia e tutela dell’ambiente, ha messo in evidenza la vitalità della bieticoltura italiana, rappresentata da Coprob, che punta con fermezza sulla ricerca e l’ottimizzazione dei cicli colturali. «Con questa tecnica colturale innovativa - ha sottolineato Massimiliano Cenacchi, direttore delle attività agricole di Coprob – interveniamo sulle carenze della pianta in tempo reale con una trivella, rilevando la soluzione circolante nel terreno che, con questa metodica non deve essere calpestato, consentendo così alla barbabietola di approvvigionarsi di acqua fino a 2,5 metri di profondità. E questo determina un minor utilizzo di fertilizzanti, con un significativo ridotto impatto ambientale». All’incontro erano presenti, Daniele Romagnoli, presenti Alessandro Cappelli, responsabile del settore bieticolo e Gilberto Conficoni, direttore del comparto agricolo di Sai Assicurazioni.
Piergiorgio Felletti
La Società Agricola Natalia di Lagosanto, ha ospitato ieri la tappa conclusiva di un lungo ciclo di 30 dimostrazioni in campo, organizzato dai Club territoriali della Bietola, che ha coinvolto oltre 1.250 agricoltori. Tra le iniziative organizzate da Coprob(Cooperativa Produttori Bieticoli) in stretta collaborazione con i soci dei Club, è annoverata quella degli Ettari B-lanciati, finalizzata a testare a pieno campo tecniche, strumenti e mezzi tecnici studiati da Beta, la sua divisione di sperimentazione agronomica.
Un evento che ieri ha richiamato una cinquantina di imprenditori agricoli non solo della zona, per una valutazione tecnica ed operativa. Un’esperienza, avviata nel 2015, che ha registrato uno sviluppo costante. Gli importanti risultati ottenuti in questi 3 anni, hanno evidenziato ricadute positive sulla redditività di una coltivazione basilare nella rotazione agronomica, in grado di garantire all'Italia una produzione nazionale di zucchero. La nuova tecnica culturale degli Ettari B-lanciati, che coniuga l’innovazione colturale alla salvaguardia e tutela dell’ambiente, ha messo in evidenza la vitalità della bieticoltura italiana, rappresentata da Coprob, che punta con fermezza sulla ricerca e l’ottimizzazione dei cicli colturali. «Con questa tecnica colturale innovativa - ha sottolineato Massimiliano Cenacchi, direttore delle attività agricole di Coprob – interveniamo sulle carenze della pianta in tempo reale con una trivella, rilevando la soluzione circolante nel terreno che, con questa metodica non deve essere calpestato, consentendo così alla barbabietola di approvvigionarsi di acqua fino a 2,5 metri di profondità. E questo determina un minor utilizzo di fertilizzanti, con un significativo ridotto impatto ambientale». All’incontro erano presenti, Daniele Romagnoli, presenti Alessandro Cappelli, responsabile del settore bieticolo e Gilberto Conficoni, direttore del comparto agricolo di Sai Assicurazioni.
Piergiorgio Felletti
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