Dalla spesa alla doccia: aiuti a chi vive ai margini
◗
I volontari di strada a supporto di cittadini con difficoltà di tutti i tipi (video Rubin)LEGGI L'ARTICOLOI volontari di strada dalla sede di Nazioni assistono 65 famiglie e 17 senza tetto
3 MINUTI DI LETTURA
LIDO NAZIONI. Nel simbolo della loro associazione è raffigurato Pegaso, il cavallo alato della mitologia, che spicca il volo, incurante degli ostacoli terreni. Loro sono i Volontari di strada dell’associazione, da anni impegnata ad alleviare disagi ai senzatetto e alle famiglie in gravi condizioni di svantaggio socio-economico. A guidare una ventina di volontari, sempre in prima linea al fianco degli ultimi, è Maria Nanetti Mazzola, una donna minuta e dal temperamento forte come una leonessa.
«Da 28 anni siamo operativi al Lido delle Nazioni come volontari di strada - racconta Maria Nanetti Mazzola -, ma da poco il gruppo si è strutturato in una associazione per potersi iscrivere ad un registro e beneficiare di contributi comunali, per implementare gli aiuti, che già eroghiamo grazie a tante donazioni spontanee e ai nostri sforzi». Una sala della parrocchia di San Guido del Lido delle Nazioni, messa a disposizione da don Guerrino Maschera, si è tramutata nella base operativa di volontari di strada, punto di raccolta per derrate alimentari donate da benefattori e per capi d'abbigliamento e scarpe in buono stato, seppure di seconda mano. A lunedì alterni i volontari, coordinati da Maria, procedono con la distribuzione dei pacchi-spesa agli indigenti che si recano al centro di raccolta. «Assistiamo complessivamente 65 famiglie del territorio e 17 senzatetto - specifica la responsabile dei volontari di strada -; controlliamo l’Isee e facciamo firmare la liberatoria in cui gli indigenti dichiarano di essere seguito solo da noi e non da Caritas, Comune o altre strutture assistenziali».
La preparazione del pacco di aiuti è molto attenta e scrupolosa, in quanto ai senzatetto, sprovvisti di acqua potabile, energia elettrica, gas, vengono consegnate anche candele, salviettine umidificate, bombolette per i fornellini (quelli da campo), oltre a latte e prodotti in scatola e pane. Per la doccia, sempre grazie alle donazioni spontanee di chi segue da vicino le attività dei volontari di strada, tramite il profilo Facebook, a cadenze periodiche i senzatetto vengono accompagnati al Bar Giallo di Vaccolino, dove, previo pagamento del gettone, possono detergersi con acqua calda.
Il parroco, don Guerrino Maschera, rallegrandosi per l’opera caritatevole dell’associazione, evocando le parole di papa Francesco, ricorda che «la Chiesa deve andare nelle periferie. Ci sono la Caritas ed il Banco alimentare, ma questo è un esperimento nuovo, che convoglia volontariato, capace di andare incontro alle esigenze del territorio, coinvolgendo anche i turisti. Abbiamo realizzato la fiera del patrono - aggiunge Don Guerrino - proprio per incentivare lo spirito di carità, anche tra i turisti». In chiesa infatti, oltre alla cassetta per le offerte, durante la messa della domenica viene esposto un cestone per chi intende donare cibo a lunga conservazione. A dare una mano a Maria c'è anche chi riceve aiuti, come Fahredin Zhjequi, di nazionalità kosovara, residente al Lido di Pomposa con moglie, tre figli e due nipoti. In cambio di aiuti alimentari, l'uomo si presta a caricare e a scaricare merce, a sgombrare la sala, a curare il cortile. Ma non è il solo. Il giro consegne con Maria, Salvatore Ficarella e Maria Baraldi, volontari tra i più assidui, è un viaggio ai confini del mondo, tra radure e aree boscate dei Lidi, dove i senzatetto si fanno avanti per la consegna del pacco periodico, con un sorriso carico di gratitudine, per poi sparire in men che non si dica in mezzo al verde.
Tappa d'obbligo anche alla Fattoria degli Animali di Porto Garibaldi, dove sono stati accolti due senzatetto. Vivono in una roulotte e in cambio di lavoro in fattoria, ricevono pasto, indumenti, aiuto nel disbrigo di pratiche burocratiche, attraverso «un patto di mutuo aiuto - spiega Tomaso Vucenovich, figlio di Antonella Galante, responsabile della struttura -; inoltre con il nostro furgone andiamo da Maria e distribuiamo aiuti alimentari ad altre 5 persone della zona».
Katia Romagnoli
«Da 28 anni siamo operativi al Lido delle Nazioni come volontari di strada - racconta Maria Nanetti Mazzola -, ma da poco il gruppo si è strutturato in una associazione per potersi iscrivere ad un registro e beneficiare di contributi comunali, per implementare gli aiuti, che già eroghiamo grazie a tante donazioni spontanee e ai nostri sforzi». Una sala della parrocchia di San Guido del Lido delle Nazioni, messa a disposizione da don Guerrino Maschera, si è tramutata nella base operativa di volontari di strada, punto di raccolta per derrate alimentari donate da benefattori e per capi d'abbigliamento e scarpe in buono stato, seppure di seconda mano. A lunedì alterni i volontari, coordinati da Maria, procedono con la distribuzione dei pacchi-spesa agli indigenti che si recano al centro di raccolta. «Assistiamo complessivamente 65 famiglie del territorio e 17 senzatetto - specifica la responsabile dei volontari di strada -; controlliamo l’Isee e facciamo firmare la liberatoria in cui gli indigenti dichiarano di essere seguito solo da noi e non da Caritas, Comune o altre strutture assistenziali».
La preparazione del pacco di aiuti è molto attenta e scrupolosa, in quanto ai senzatetto, sprovvisti di acqua potabile, energia elettrica, gas, vengono consegnate anche candele, salviettine umidificate, bombolette per i fornellini (quelli da campo), oltre a latte e prodotti in scatola e pane. Per la doccia, sempre grazie alle donazioni spontanee di chi segue da vicino le attività dei volontari di strada, tramite il profilo Facebook, a cadenze periodiche i senzatetto vengono accompagnati al Bar Giallo di Vaccolino, dove, previo pagamento del gettone, possono detergersi con acqua calda.
Il parroco, don Guerrino Maschera, rallegrandosi per l’opera caritatevole dell’associazione, evocando le parole di papa Francesco, ricorda che «la Chiesa deve andare nelle periferie. Ci sono la Caritas ed il Banco alimentare, ma questo è un esperimento nuovo, che convoglia volontariato, capace di andare incontro alle esigenze del territorio, coinvolgendo anche i turisti. Abbiamo realizzato la fiera del patrono - aggiunge Don Guerrino - proprio per incentivare lo spirito di carità, anche tra i turisti». In chiesa infatti, oltre alla cassetta per le offerte, durante la messa della domenica viene esposto un cestone per chi intende donare cibo a lunga conservazione. A dare una mano a Maria c'è anche chi riceve aiuti, come Fahredin Zhjequi, di nazionalità kosovara, residente al Lido di Pomposa con moglie, tre figli e due nipoti. In cambio di aiuti alimentari, l'uomo si presta a caricare e a scaricare merce, a sgombrare la sala, a curare il cortile. Ma non è il solo. Il giro consegne con Maria, Salvatore Ficarella e Maria Baraldi, volontari tra i più assidui, è un viaggio ai confini del mondo, tra radure e aree boscate dei Lidi, dove i senzatetto si fanno avanti per la consegna del pacco periodico, con un sorriso carico di gratitudine, per poi sparire in men che non si dica in mezzo al verde.
Tappa d'obbligo anche alla Fattoria degli Animali di Porto Garibaldi, dove sono stati accolti due senzatetto. Vivono in una roulotte e in cambio di lavoro in fattoria, ricevono pasto, indumenti, aiuto nel disbrigo di pratiche burocratiche, attraverso «un patto di mutuo aiuto - spiega Tomaso Vucenovich, figlio di Antonella Galante, responsabile della struttura -; inoltre con il nostro furgone andiamo da Maria e distribuiamo aiuti alimentari ad altre 5 persone della zona».
Katia Romagnoli
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google