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Il pasticcio del fotovoltaico Butelli accusato di distrazione

Il pasticcio del fotovoltaico Butelli accusato di distrazione

Il patron della vecchia Spal 1907 in tribunale dopo il crac della società legato all’impianto di Cà Leona Ieri in aula tra i testi d’accusa, il consigliere Gessi e i finanzieri. La difesa chiamerà il sindaco Tagliani

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Sembra quasi un’altra epoca, quando della Spal si parlava nelle aule giudiziarie e non per gli scontri con le big della Serie A, come avviene oggi. Era appena il 2010, e dopo 7 anni, di un’altra Spal - doverosa precisazione -, della Spal 1907 di Cesare Butelli, si continua a parlare in tribunale per la bancarotta per distrazione contestata all’ex patron, in seguito al crac della Spal 1907. Al centro di tutto l’impianto fotovoltaico di Cà Leona, un impianto realizzato a Casaglia, dove vennero installati 251 “girasoli”, per 60.200 pannelli, una centrale di energia che produce 14mila kw in grado di soddisfare il fabbisogno di oltre 6000 famiglie ferraresi. Un impianto modello, unico in tutta Italia, che si riuscì a realizzare con il contributo di tanti, soggetti pubblici e privati: Hera, Comune e Provincia di Ferrara e poi gli imprenditori che lo costruirono. Uno sforzo collettivo con l’imperativo di un interesse pubblico. Fu un’idea folgorante, che ebbe Cesare Butelli, perchè grazie a questo impianto e ai ricavi avrebbe dovuto finanziare la stessa società calcistica Spal 1907. Invece, ad oggi la centrale di Cà Leona oltre a produrre energia (e ricavi, 500mila euro l’anno per il fallimento Spal 1907), copiosamente ha innescato tante cause giudiziarie tra Ferrara, Lucca, Brescia (penali), a Roma (al Tar) e ancora Ferrara in sede civile. Perchè, questa la tesi, gli interessi pubblici avrebbero deviato in quelli privati. La tranche dell’inchiesta di procura e guardia di finanza rimasta a Ferrara, vede infatti imputati Cesare Butelli e Remo Turra, bresciano e imprenditore del settore energia che realizzò con un pool di azienda l’impianto (50 milioni di euro, la spesa), chiamato in causa in concorso per bancarotta per distrazione: quasi 3 milioni di euro che vennero dirottati dalle casse della Spal 1907, in quelle di Butelli con il concorso di Turra che aveva interessi economici, ovviamente, come azienda, in questa operazione. Il processo, dopo tante false partenze, ieri ha visto il via con l’accusa sostenuta dalla pm Isabella Cavallari e davanti ai giudici Marini, Negri e Porreca. In aula tra i tanti testi dell’accusa, oltre il finanziere che ha coordinato le indagini, Sergio Gessi, consigliere nella società spallina, dimmessosi in seguito al pasticcio fotovoltaico, il quale ha ricordato che l’area sul quale venne costruito l’impianto, una ex discarica, era un terreno «inutilizzato e inutilizzabile». Allora perchè alla Spal 1907 e agli imprenditori, costò la bellezza di 4.5 milioni per 20 anni per i diritti di cessione del terreno? I difensori sia di Turra che Butelli (Marcello e Marenghi) spiegano non vi fu nessuna distrazione: tanto che i soldi contestati a Turra, distratti per l’accusa dalle casse della Spal e girati a Butelli, erano tutti tracciati. Si torna in aula il 19 ottobre con ultimi testi dell’accusa. Poi la volta delle difese che all’udienza di novembre chiameranno a testimoniare il sindaco Tiziano Tagliani. (d.p.)

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