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Il prefetto: per i migranti c’erano gli edifici dismessi

di Marcello Pulidori
Il prefetto: per i migranti c’erano gli edifici dismessi

L’affondo del vescovo sulle istituzioni: impreparati a tutelare le vite dei profughi In città oltre 14 mila extracomunitari, il dramma dei ricongiungimenti familiari

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L’affondo del vescovo arriva a metà mattina nel corso del convegno su accoglienza e integrazione promosso dalla Uil ed aperto dal suo segretario generale Massimo Zanirato: «Lo Stato si è dimostrato impreparato di fronte alla emergenza profughi». Parole, quelle di Gian Carlo Perego, pronunciate a basso voce, come i no che fanno più male. Di questo, e di molto altro ancora, si è parlato ieri mattina nella Sala dei Comuni del Castello estense, alla presenza delle massime autorità cittadine. L’arcivescovo di Ferrara-Comacchio si è presentato coi “documenti” più che in regola. L’essere stato dal dicembre 2009 direttore generale della Fondazione Migrantes, autorevole organismo della Cei, Conferenza episcopale italiana, nonché consultore del Pontificio consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti, conferisce a monsignor Perego una patente di conoscenza speciale. «Negli ultimi 5 anni - ha proseguito il vescovo - sono sbarcati in Italia oltre 600 mila profughi, un numero impressionante. Nel solo 2017, cioè quest’anno, siamo già a quota 100 mila. Il nostro Stato non si è mostrato pronto, in questo ambito, a tutelare la vita». Poi il vescovo ha ricordato come migliaia siano i «minori soli arrivati sulle nostre cose». E da qui il drammatico tema dei ricongiungimenti familiari.

Un tema al quale si è allacciato il prefetto Michele Tortora dal quale è arrivato un primo messaggio....“urbanistico”: «Se fossero stati recuperati gli edifici dismessi - ha fatto notare Tortora - , oggi saremmo nelle condizioni di poter disporre di più spazi per i richiedenti asilo e avremmo più luoghi di accoglienza». Non poteva mancare, dal rappresentante del Governo in città, un riferimento indiretto al caso Gad: «È chiaro - ha detto il prefetto - che vedere profughi a bivaccare nei giardini è un fatto assolutamente deprecabile». Il dibattito, cui ha preso parte anche Guglielmo Loy segretario confederale della Uil nazionale, ha poi vissuto un’altra fase densa di messaggi con l’intervento del sindaco Tiziano Tagliani: «Complessivamente a Ferrara ci sono circa 14 mila extracomunitari, un dato che ci obbliga necessariamente a scelte precise e nette. Molto importante - ha proseguito il primo cittadino - sono le politiche del lavoro, perché una vera integrazione non può prescindere da un vero inserimento lavorativo dei migranti. Il solo “non far nulla” dalla mattina alla sera crea un terreno fertile per chi intende delinquere». Tagliani, infine, quasi in conclusione di mattinata, ha evidenziato «la necessità di far vivere i luoghi (chiaro il riferimento al Gad, ndr), portandovi iniziative, momenti di aggregazione e pezzi di società civile, come fu vent’anni fa per viale Krasnodar».

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