Niente tennis al centro Laguna
Il Comune chiude i campi per motivi di sicurezza. Soci in rivolta: nessun problema
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COMACCHIO. «Siamo pronti ad andare tutti insieme in Comune, tutti e 50 nell’ufficio del sindaco che dovrà dare risposte e spiegazioni». È agguerrita il consigliere comunale della Lega nord maura Tomasi dopo la comunicazione arrivata dall’amministrazione al centro ricreativo Laguna di Comacchio sulla impossibilità di utilizzare i campi da tennis per motivi di sicurezza. «Lasciano 60 bambini a casa e altrettanti soci e non capiamo il perché. O meglio, la sappiamo benissimo e siamo davanti all’ennesima presa di posizione distruttiva».
Andiamo per gradi. Il Circolo ricreativo e culturale è gestito dalla cooperativa Girogirotondo assieme alle associazioni Sen’età e Al Batal. Con determina del dirigente, è stata approvata la proroga tecnica di tre mesi relativa alla gestione del centro a partire dal 30 settembre e fino al 29 dicembre. Perché allora la Tomasi protesta? Sempre nella determina si legge che “a causa dei problemi relativi alla funzinalità della tecnostruttura che ospita i campi da tennis, non sarà possibile per il periodo di proroga concesso avviare l’attività sportiva del tennis perché sono necessari interventi manutentivi tali da richiedere del tempo e l’amministrazione comunale sta afcendo una serie di valutazioni per rendere tale struttura praticabile, nonché garantire le necessarie condizioni di sicurezza”. «Sono ridicoli - tuona la Tomasi - Il tendone ha semplicemente alcuni buchi facilmente riparabili, il problema potrebbe essere solo il freddo che entra dagli stessi. La verità è che non vogliono il circolo del tennis, non lo hanno mai voluto e non riusciamo a capire il perché». Ed è sempre la Tomasi a ricordare come «da anni lottiamo per tenere attivo il servizio, considerato anche la quantità di persone che vogliono giocare a tennis. Già nel 2013 il Comune voleva trasformare i campi normali in campi da beach tennis. Abbiamo lottato quando la cooperativa che l’aveva in gestione si è trovata davanti a diversi problemi e noi soci ci siamo messi insieme per sistemare i campi e coprirli. Oggi ci dicono che per due buchi nel tendone, non è più possibile giocare. Vogliamo allora fare le pulci a tutte le strutture? A tutte le palestre? Saremmo i primi a non far giocare i bambini se solo sospettassimo lacune nella sicurezza. Ma ripeto, ci chiudono l’impianto per una sciocchezza che potrebbe essere rimessa a posto nel giro di pochi giorni». Infine, «siamo pronti ad andare il Comune, vogliamo nero su bianco quali sono le reali problematiche di quel campo».
Andiamo per gradi. Il Circolo ricreativo e culturale è gestito dalla cooperativa Girogirotondo assieme alle associazioni Sen’età e Al Batal. Con determina del dirigente, è stata approvata la proroga tecnica di tre mesi relativa alla gestione del centro a partire dal 30 settembre e fino al 29 dicembre. Perché allora la Tomasi protesta? Sempre nella determina si legge che “a causa dei problemi relativi alla funzinalità della tecnostruttura che ospita i campi da tennis, non sarà possibile per il periodo di proroga concesso avviare l’attività sportiva del tennis perché sono necessari interventi manutentivi tali da richiedere del tempo e l’amministrazione comunale sta afcendo una serie di valutazioni per rendere tale struttura praticabile, nonché garantire le necessarie condizioni di sicurezza”. «Sono ridicoli - tuona la Tomasi - Il tendone ha semplicemente alcuni buchi facilmente riparabili, il problema potrebbe essere solo il freddo che entra dagli stessi. La verità è che non vogliono il circolo del tennis, non lo hanno mai voluto e non riusciamo a capire il perché». Ed è sempre la Tomasi a ricordare come «da anni lottiamo per tenere attivo il servizio, considerato anche la quantità di persone che vogliono giocare a tennis. Già nel 2013 il Comune voleva trasformare i campi normali in campi da beach tennis. Abbiamo lottato quando la cooperativa che l’aveva in gestione si è trovata davanti a diversi problemi e noi soci ci siamo messi insieme per sistemare i campi e coprirli. Oggi ci dicono che per due buchi nel tendone, non è più possibile giocare. Vogliamo allora fare le pulci a tutte le strutture? A tutte le palestre? Saremmo i primi a non far giocare i bambini se solo sospettassimo lacune nella sicurezza. Ma ripeto, ci chiudono l’impianto per una sciocchezza che potrebbe essere rimessa a posto nel giro di pochi giorni». Infine, «siamo pronti ad andare il Comune, vogliamo nero su bianco quali sono le reali problematiche di quel campo».
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