l’officina dei saperi
Più partecipazione per le frazioni
Le aree pubbliche messe a disposizione dei cittadini: ecco come
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Grigliate all'aperto collettive con una semplice comunicazione all'Ufficio Verde, piccoli lavori di giardinaggio resi più agevoli e artisti di strada più liberi di esprimere la propria musica.
Sono tre esempi dei cambiamenti recenti apportati ai regolamenti comunali, ottenuti grazie alla partecipazione dei cittadini attraverso l'Urban Center.
Proseguirà nei prossimi mesi il progetto “Officina dei saperi”, con un occhio di riguardo per le frazioni. «Vogliamo allargare l'esperienza su tutto il territorio comunale - spiega l'assessore alla rigenerazione urbana e alla partecipazione, Roberta Fusari -. L'obiettivo è attivare i cittadini verso forme di collaborazione sui beni comuni. Sono già 65 le comunità di pratiche nate in città e i nostri progetti sono sempre stati finanziati dalla Regione».
L'Urban Center è a disposizione per chiunque voglia mettere in piedi e gestire orti urbani, una social street o altro ancora, sempre nell'ottica di favorire l'uso spontaneo e collettivo dello spazio pubblico parte di gruppi o di singoli.
Una mano “dal basso” che si sentirà anche sul rinnovo, a breve, del regolamento comunale relativo alle forme di partecipazione popolare. Questi progetti, più sperimentali, incrociano il lavoro più classico sulle frazioni portate avanti dal Comune di Ferrara: «Senza uno spirito di comunità diffuso - dice Simone Merli, assessore al decentramento - la pubblica amministrazione farebbe più fatica. È indispensabile avere punti di riferimento, anche nelle frazioni più lontane dal centro, per i sopralluoghi che periodicamente facciamo con l'assessore Aldo Modonesi, legati soprattutto ai lavori pubblici ma non solo».
Fabio Terminali
Sono tre esempi dei cambiamenti recenti apportati ai regolamenti comunali, ottenuti grazie alla partecipazione dei cittadini attraverso l'Urban Center.
Proseguirà nei prossimi mesi il progetto “Officina dei saperi”, con un occhio di riguardo per le frazioni. «Vogliamo allargare l'esperienza su tutto il territorio comunale - spiega l'assessore alla rigenerazione urbana e alla partecipazione, Roberta Fusari -. L'obiettivo è attivare i cittadini verso forme di collaborazione sui beni comuni. Sono già 65 le comunità di pratiche nate in città e i nostri progetti sono sempre stati finanziati dalla Regione».
L'Urban Center è a disposizione per chiunque voglia mettere in piedi e gestire orti urbani, una social street o altro ancora, sempre nell'ottica di favorire l'uso spontaneo e collettivo dello spazio pubblico parte di gruppi o di singoli.
Una mano “dal basso” che si sentirà anche sul rinnovo, a breve, del regolamento comunale relativo alle forme di partecipazione popolare. Questi progetti, più sperimentali, incrociano il lavoro più classico sulle frazioni portate avanti dal Comune di Ferrara: «Senza uno spirito di comunità diffuso - dice Simone Merli, assessore al decentramento - la pubblica amministrazione farebbe più fatica. È indispensabile avere punti di riferimento, anche nelle frazioni più lontane dal centro, per i sopralluoghi che periodicamente facciamo con l'assessore Aldo Modonesi, legati soprattutto ai lavori pubblici ma non solo».
Fabio Terminali
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