Thyssen Krupp-Tata Fiducia alla Berco per la nuova fusione
COPPARO. Nei giorni in cui alla Berco si prepara il referendum sull'ipotesi d’accordo del nuovo contratto aziendale siglato tra sindacati e azienda, e il prossimo 3 ottobre i rappresentanti dei...
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COPPARO. Nei giorni in cui alla Berco si prepara il referendum sull'ipotesi d’accordo del nuovo contratto aziendale siglato tra sindacati e azienda, e il prossimo 3 ottobre i rappresentanti dei lavoratori convocati dalla direzione conosceranno il nuovo amministratore delegato, aria di grosse novità alla Thyssen Krupp, proprietaria dell’impresa metalmeccanica copparese. È di queste ore, infatti, l’annuncio della nascita del memorandum d’intesa per la fusione fra Tata Steel (il grande gruppo indiano) e Thyssen Krupp, per sfidare l’altro gruppo europeo Arcelor-Mittal, nato di recente. Operazione che potrebbe portare novità a cascata anche nell’azienda copparese.
Entrambe queste operazioni sono un segnale dell’evoluzione del mercato spesso in sovracapacità (le forze superano le richieste) e pressato dalle importazioni spesso in dumping (vendita prodotti sottocosto). La nuova joint venture fra Tata e Tk vede vendite pro-forma per 15 milioni di euro (e con recenti segnali positivi in questi mesi anche per la Berco di Copparo e Castelfranco Veneto, con calo degli esuberi, anche se ancora ve ne sono come hanno rilevato i sindacati ferraresi) e una forza lavoro di 48mila addetti, in 34 location e siti produttivi. Una previsione di spedizioni (secondo dati usciti in questi giorni) pari a 21 milioni di tonnellate all’anno (poco meno dell’intera produzione annua italiana).
Obiettivo dichiarato in questa nuova grande operazione è di creare un soggetto leader in Europa nel suo settore, in grado di posizionarsi ai primi posti per qualità e tecnologia. Il via libera all’operazione arriva dopo un anno e mezzo di trattative. Nelle dichiarazioni rilasciate ieri, Heinrich Hiesinger, ceo di ThyssenKrupp, ha detto fra l’altro che «Con questa joint venture vogliamo dare alle attività europee di Tata e Thyssen Krupp un futuro duraturo. Stiamo cogliendo le sfide strutturali dell’industria europea dell’acciaio. In Tata si è trovato un partner con ottima dimensione culturale e strategica».
In Italia, Thyssen Krupp possiede anche lo storico stabilimento di Terni, oltre alla Berco di Copparo. Da vedere gli sviluppi futuri e le ricadute nel nostro Paese. Intanto, il 30 settembre scade l’anno fiscale di Tk e Berco: nei prossimi giorni saranno resi noti i dati sul fatturato e gli ordini dello stabilimento (con la recente richiesta sindacale di conoscere il piano industriale), per capire quali siano le dimensioni della ripresa del mercato in atto nel settore. E le effettive ricadute sui posti di lavoro.
Franco Corli
Entrambe queste operazioni sono un segnale dell’evoluzione del mercato spesso in sovracapacità (le forze superano le richieste) e pressato dalle importazioni spesso in dumping (vendita prodotti sottocosto). La nuova joint venture fra Tata e Tk vede vendite pro-forma per 15 milioni di euro (e con recenti segnali positivi in questi mesi anche per la Berco di Copparo e Castelfranco Veneto, con calo degli esuberi, anche se ancora ve ne sono come hanno rilevato i sindacati ferraresi) e una forza lavoro di 48mila addetti, in 34 location e siti produttivi. Una previsione di spedizioni (secondo dati usciti in questi giorni) pari a 21 milioni di tonnellate all’anno (poco meno dell’intera produzione annua italiana).
Obiettivo dichiarato in questa nuova grande operazione è di creare un soggetto leader in Europa nel suo settore, in grado di posizionarsi ai primi posti per qualità e tecnologia. Il via libera all’operazione arriva dopo un anno e mezzo di trattative. Nelle dichiarazioni rilasciate ieri, Heinrich Hiesinger, ceo di ThyssenKrupp, ha detto fra l’altro che «Con questa joint venture vogliamo dare alle attività europee di Tata e Thyssen Krupp un futuro duraturo. Stiamo cogliendo le sfide strutturali dell’industria europea dell’acciaio. In Tata si è trovato un partner con ottima dimensione culturale e strategica».
In Italia, Thyssen Krupp possiede anche lo storico stabilimento di Terni, oltre alla Berco di Copparo. Da vedere gli sviluppi futuri e le ricadute nel nostro Paese. Intanto, il 30 settembre scade l’anno fiscale di Tk e Berco: nei prossimi giorni saranno resi noti i dati sul fatturato e gli ordini dello stabilimento (con la recente richiesta sindacale di conoscere il piano industriale), per capire quali siano le dimensioni della ripresa del mercato in atto nel settore. E le effettive ricadute sui posti di lavoro.
Franco Corli
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