Lamborghini Calor Accordo raggiunto ma la Fiom non ci sta
di Maurizio Barbieri
Dosso, l’intesa separata sarà firmata lunedì a Roma Incentivi ai 18 dipendenti che dovranno lasciare l’azienda
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DOSSO. Accordo (separato) raggiunto per lo stabilimento ex Lamborghini Calor ma solo la Fim-Cisl ha firmato mentre la Fiom non ci sta. L’intesa è stata raggiunta giovedì sera nel quartier generale del gruppo Ferroli di San Bonificio e dovrà essere ratificato lunedì quando le parti si ritroveranno a Roma al ministero dello Sviluppo Economico. L’azienda ha previsto il licenziamento per 18 unità della fabbrica dossese, per 16 nello stabilimento di Grugliasco nel Torinese e 244 in quello di San Bonifacio e uno in quello di Casole Val d’Elsa nel Senese. Una decina di lavoratori saranno ricollocati nel magazzino ricambi fino adora situato presso terzi a San Bonifacio e che sarà trasferito a Dosso I lavoratori in esubero riceveranno 28mila euro aggiunti al Tfr. Avranno il 50% della somma entro il 10 gennaio ma 5.000 euro di questo 50% saranno erogati come anticipo con la retribuzione di novembre, un 30% entro il 10 aprile 2018 e il rimanente 20% entro dicembre 2018. Superato anche lo scoglio della contrattazione aziendale di secondo livello bloccata dal 2015. Sarà erogata una cifra una tantum da gennaio 2015 a ottobre 2017 di 3.500 euro mentre a partire dall’1 novembre verrà ripriostinato l’importo del valore di 220 euro per tredici mensilità ovviamente per i diciotto lavoratori che rimarranno in azienda. L’una tantum verrà erogato in questo modo: il 50% a dicembre e l’altro 50% entro gennaio poi verrà ripristinata l’erogazione dei 200 euro l’anno come premio feriale. Giovedì sera la Fiom-Cgil ha abbandonato il tavolo in quanto non fa accordi sui licenziamenti ma solo per quelli si base volontaria. «Se non si fosse fatto questo accordo - spiega Marco Cirelli del direttivo Fim-Cisl - l’azienda avrebbe deciso unilateralmente. I dipendenti che dovranno uscire sono stati individuati dall’azienda sulla base delle mansioni che svolgevano».
«È il primo gruppo in Italia- afferma Lodi - che effettua licenziamenti senza il criterio della volontarietà e poi perchè 28 milaeuro di incentivo per i lavoratori di Dosso, che poi sono 24.500 visto che 3.500 è la somma derivante dal recupero della contrattazione aziendale e 31mila per quelli di San Bonifacio?»
«È il primo gruppo in Italia- afferma Lodi - che effettua licenziamenti senza il criterio della volontarietà e poi perchè 28 milaeuro di incentivo per i lavoratori di Dosso, che poi sono 24.500 visto che 3.500 è la somma derivante dal recupero della contrattazione aziendale e 31mila per quelli di San Bonifacio?»
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