L’intervento di monsignor negri
«Ius soli, la Chiesa non si schieri»
Le soluzioni politiche non sono da sostenere in un ambito religioso
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«Ma la Chiesa non deve tifare per lo ius soli». È il titolo che campeggiava ieri in prima pagina della Verità, di un articolo firmato da monsignor Luigi Negri. L’arcivescovo emerito di Ferrara fa il punto su una questione molto delicata che in questi mesi sta dividendo la politica italiana. Il titolo è una forzatura, precisa subito monsignor Negri, incontrato ieri proprio davanti all’edicola Tracchi di corso Martiri mentre acquistava i giornali, tra i quali anche quello diretto da Belpietro.
«Il mio intervento - spiega l’arcivescovo emerito - vuole mettere in luce che la cittadinanza, essendo un elemento fondamentale di una convivenza e di una compagine sociale, umana e storica, non può essere oggetto di una concessione automatica che non implichi la valutazione dei fattori che sono in gioco».
«Bisogna stare attenti - ha continuato - a non condizionare questo dibattito che si è aperto. L’autorità religiosa non può pretendere di arrivare a formulare in maniera autoritaria soluzioni, perché non le competono. Alla realtà ecclesiale compete il compito straordinario di educare il popolo cristiano a prendere coscienza della sua identità». «Le soluzioni politiche - conclude - eccedono l’ambito di intervento strettamente religioso e credo sia necessario che venga recuperata una sana ecclesialità e una sana laicità».
«Il mio intervento - spiega l’arcivescovo emerito - vuole mettere in luce che la cittadinanza, essendo un elemento fondamentale di una convivenza e di una compagine sociale, umana e storica, non può essere oggetto di una concessione automatica che non implichi la valutazione dei fattori che sono in gioco».
«Bisogna stare attenti - ha continuato - a non condizionare questo dibattito che si è aperto. L’autorità religiosa non può pretendere di arrivare a formulare in maniera autoritaria soluzioni, perché non le competono. Alla realtà ecclesiale compete il compito straordinario di educare il popolo cristiano a prendere coscienza della sua identità». «Le soluzioni politiche - conclude - eccedono l’ambito di intervento strettamente religioso e credo sia necessario che venga recuperata una sana ecclesialità e una sana laicità».
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