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La Dogato-Portomaggiore da ferrovia a ciclabile

La Dogato-Portomaggiore da ferrovia a ciclabile

Stefanelli (Fare): «Soldi buttati via. Non fu fatto nemmeno lo studio di fattibilità» Bertaccini M5S: «Denaro sprecato. Il Pd locale non faccia finta di nulla» 

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PORTOMAGGIORE. La ferrovia Dogato-Portomaggiore è già morta e sepolta. Ed ora al posto della tratta ferroviaria si pensa di costruire una pista ciclabile lunga 13 km. Errori madornali commessi all’inizio quando si pensò a costruire questa tratta e poi strada facendo quando i lavori erano interminabili e,alla fine, ne risultò una tratta inutile visto che anchel’auspicato collegamento con il Polesine è venuto meno in quanto la Regione Veneto non ha mai considerato prioritario il collegamento da Adria a Codigoro per poter permettere una linea diretta Portomaggiore-Dogato-Codigoro-Adria-Loreo-Chioggia-Venezia (fino alla seconda guerra mondiale esisteva la tratta da Codigoro a Venezia via Adria).

«Ho sempre espresso le mie perplessità su quell’investimento- afferma Giovanna Stefanelli, allora consigliere comunale della Lega Nord ed ora responsabile provinciale di “Fare” che fa riferimento all’ex sindaco di Verona Flavio Tosi - ero l'unica che diceva qualcosa e il sindaco diceva che con l'incremento del cicloturismo al Verginese, una grande opportunità per il territorio!. E abbiamo visto come sono andate le cose. Non è stato fatto lo studio di fattibilità e nemmeno un business plan. Io lo chiesi e mi dissero che non era stato ritenuto opportuno farlo perché in quanto era un servizio pubblico e quindi poteva andare anche in perdita. Soldi letteralmente buttati tanto paga Pantalone cioè i cittadini».

Giovanni Tavassi, capogruppo in consiglio comunale del gruppo Misto: «La Regione aveva giá speso 40 miliardi delle vecchie lire più altri soldi, fra Rfi e Fer, il comune e dopo tanto sperpero la ferrovia doveva essere messa in funzione anche se ilfinale si sapeva già ovvero che non avrebbe funzionato. Poi se le scelte della Regione sono altre, ne risponderanno loro. La ferrovia avrebbe potuto funzionare, con collegamenti diretti da Codigoro a Bologna e viceversa, ma cosi non è stato ed hanno disincentivato gli utenti. Come Prc volevamo che la ferrovia funzionasse ma non nel modo in cui ha fatto la Regione».

Luca Bertaccini, capogruppo in consiglio comunale di M5S: «Mi sembra troppo semplicistico affermare che ormai erano stati spesi 40 miliardi e tanto valeva andare avanti. La bontà di un progetto non si misura dal fatto che ormai sono stati investiti tanti soldi e allora tanto vale spenderne ancora. Se la Regione a guida Pd ha deciso di sprecare denaro la gestione territoriale di quel partito non può far finta di niente».

E così Ferrara e provincia continuano ad essere in fanalino di coda dei trasporti su rotaia. La Dogato-Portomaggiore chiusa ,la Ferrara-Codigoro non elettrificata, la ferrovia che un tempo arrivava a Magnavacca, non arriva più ai Lidi come un tempo la Ferrara-Suzzara è elettrificata fino a Poggio Rusco (merito dell’allora ministro dei Trasporti Bernini, originario di Bondeno). (m.bar.)
 

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