le reazioni
«Non hanno mai dato problemi eppure non sono più qui»
CODIGORO. «Se ne sono andati una settimana fa. Erano tutti dei bravi ragazzi, molto educati. Non ci hanno mai dato problemi, anzi. Ma sulla questione non vogliamo aggiungere altro». È praticamente...
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CODIGORO. «Se ne sono andati una settimana fa. Erano tutti dei bravi ragazzi, molto educati. Non ci hanno mai dato problemi, anzi. Ma sulla questione non vogliamo aggiungere altro».
È praticamente vuoto l’Hotel Aquila d’Oro nel centro di Codigoro. Per mesi, non senza polemiche, i gestori hanno dato la disponibilità ad accogliere alcuni ragazzi richiedenti asilo e ne sono stati mandati 25. «Purtroppo le cose non sono andate come avremmo voluto - spiegano i signori che hanno in gestione la struttura, nel senso che il nostro contratto scade, abbiamo fatto altre proposte ma non sono state accettate. Ecco quindi che abbiamo avvertito le cooperative responsabili e i ragazzi sono stati trasferiti altrove, qualcuno è adesso anche da solo, lontano dal suo gruppo per intenderci».
Lo scenario all’interno dell’Hotel è triste, così come il personale e i gestori stessi. «Non è facile, ma vedremo come andrà a finire». Cosa ne sarà dell’albergo non è dato sapere in questo momento, certamente i proprietari hanno in qualche modo risposto all’appello di molti cittadini e forse anche di alcuni esponenti dell’amministrazione dichiarandosi non più disposti ad ospitare persone richiedenti asilo.
I 25 ragazzi sono stati appunto avvertiti dieci giorni fa e trasferiti venerdì della scorsa settimana. «Sono venuti a prenderli i responsabili dell’Asp, ogni tanto tornano anche a trovarci».
Stessa cosa è successa a Casa Lea, dove gli ospiti erano 7. Anche qui, contratto scaduto e proprietari non più disposti a rinnovarlo. «Non è per i ragazzi - continuano dall’Aquila d’Oro - è che in paese non ne possono più, forse per colpa di pochi che non erano qui da noi. Lo Stato in effetti deve trovare della soluzioni, deve fare in modo che finisca questa guerra tra poveri. Noi non ci schieriamo, non è il nostro ruolo. Ci siamo attenuti a quanto disposto dalla legge, poi ognuno è libero di decidere...Però ecco, erano davvero dei bravi ragazzi i nostri».
In paese, nemmeno a dirlo, si tira un sospiro di sollievo. Le ultime settimane sono state facili, l’integrazione deve essere guidata e forse in molti casi non è stato così.
I migranti a Codigoro sono stati anche più di cento, un numero importante in una piccola comunità. Di questi, un piccolo gruppo in effetti non ha sempre rispettato le regole di civile convivenza, lasciando spesso il parco sporco oppure andando a prendere i vestiti nei cassoni della Caritas lasciando poi in giro per strada quello che non serviva. Infine, l’arresto per droga di uno dei ragazzi ospite in una casa di accoglienza non ha certo contribuito a sedare gli animi, anzi. «Non possiamo andare avanti così - dicono dal bar vicino alla piazza - Bisogna arrivare a mettere un punto. Accogliere va anche bene ma con paletti molto rigidi».
È praticamente vuoto l’Hotel Aquila d’Oro nel centro di Codigoro. Per mesi, non senza polemiche, i gestori hanno dato la disponibilità ad accogliere alcuni ragazzi richiedenti asilo e ne sono stati mandati 25. «Purtroppo le cose non sono andate come avremmo voluto - spiegano i signori che hanno in gestione la struttura, nel senso che il nostro contratto scade, abbiamo fatto altre proposte ma non sono state accettate. Ecco quindi che abbiamo avvertito le cooperative responsabili e i ragazzi sono stati trasferiti altrove, qualcuno è adesso anche da solo, lontano dal suo gruppo per intenderci».
Lo scenario all’interno dell’Hotel è triste, così come il personale e i gestori stessi. «Non è facile, ma vedremo come andrà a finire». Cosa ne sarà dell’albergo non è dato sapere in questo momento, certamente i proprietari hanno in qualche modo risposto all’appello di molti cittadini e forse anche di alcuni esponenti dell’amministrazione dichiarandosi non più disposti ad ospitare persone richiedenti asilo.
I 25 ragazzi sono stati appunto avvertiti dieci giorni fa e trasferiti venerdì della scorsa settimana. «Sono venuti a prenderli i responsabili dell’Asp, ogni tanto tornano anche a trovarci».
Stessa cosa è successa a Casa Lea, dove gli ospiti erano 7. Anche qui, contratto scaduto e proprietari non più disposti a rinnovarlo. «Non è per i ragazzi - continuano dall’Aquila d’Oro - è che in paese non ne possono più, forse per colpa di pochi che non erano qui da noi. Lo Stato in effetti deve trovare della soluzioni, deve fare in modo che finisca questa guerra tra poveri. Noi non ci schieriamo, non è il nostro ruolo. Ci siamo attenuti a quanto disposto dalla legge, poi ognuno è libero di decidere...Però ecco, erano davvero dei bravi ragazzi i nostri».
In paese, nemmeno a dirlo, si tira un sospiro di sollievo. Le ultime settimane sono state facili, l’integrazione deve essere guidata e forse in molti casi non è stato così.
I migranti a Codigoro sono stati anche più di cento, un numero importante in una piccola comunità. Di questi, un piccolo gruppo in effetti non ha sempre rispettato le regole di civile convivenza, lasciando spesso il parco sporco oppure andando a prendere i vestiti nei cassoni della Caritas lasciando poi in giro per strada quello che non serviva. Infine, l’arresto per droga di uno dei ragazzi ospite in una casa di accoglienza non ha certo contribuito a sedare gli animi, anzi. «Non possiamo andare avanti così - dicono dal bar vicino alla piazza - Bisogna arrivare a mettere un punto. Accogliere va anche bene ma con paletti molto rigidi».
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