«Raffaele, eri unico ci mancherai tanto»
Il dolore della famiglia e degli amici del ragazzo morto investito in via Caretti. La testimonianza: «Avevamo trascorso il pomeriggio a casa mia»
FERRARA. «Vi ringrazio per la vostra vicinanza e l’interesse che avete per il mio Raffaele. In questo momento però sono molto provata e vorrei che fossero gli amici più cari a ricordarlo». Simonetta Maestri è distrutta dal dolore per la morte del giovane figlio Raffaele Bonazza, investito da un’auto venerdì sera in via Caretti, mentre rientrava a casa in bicicletta. Nella sua abitazione ferrarese di via XX Settembre 161, la donna è in compagnia del figlio Corrado, 17 anni, studente del liceo Ariosto. Il padre del ragazzo, Marzio Bonazza, maestro artigiano ha accusato un malore ieri mattina ed è stato soccorso dall’ambulanza. Mamma Simonetta, insegnante di lettere all’Iti Copernico ha scritto un messaggio struggente ieri su Facebook: «Venerdì 22 settembre alle ore 19.42 il mio amato angelo Raffaele è volato in cielo. Non potrai compiere a maggio i tuoi 25 anni» . Sono poi gli amici ad approfondire con dovizia di dettagli il ricordo di Raffaele. Ieri pomeriggio si sono trovati a casa di uno di loro nella zona di via XXV Aprile e sono stati momenti di ricordi, di lacrime amare per l’amico che non c’è più, e sono affiorati i ricordi più belli trascorsi insieme, tra risate, discorsi seri e progetti per il futuro.
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«Raffaele stava tornando a casa dopo aver trascorso il pomeriggio a casa mia - ricorda commosso uno di loro - stavamo mettendo a punto un gioco da tavolo, aveva una vera passione per questo genere di cose. Raffaele era un ragazzo unico, alternativo, anticonformista. Aveva sempre grandi progetti in testa, non riusciva a stare fermo, quando si buttava in un’attività ci metteva l’anima, era una vera forza della natura. Era dotato di grande generosità e forza interiore, siamo davvero sconvolti». Nuovi amici nel frattempo continuano ad arrivare, ancora abbracci e lacrime, tutti sono ancora increduli per quanto è successo. «Era a Milano - dichiara un alto amico di lungo corso - ho preso il primo treno per venire a Ferrara quando ho appreso la tragica notizia. Raffaele, che noi chiamavamo il “Baffo” era davvero un personaggio di compagnia, un vero intrattenitori, con sempre mille idee in testa». «A proposito di soprannomi - replica un altro amico - lo chiamavamo anche John Potter perché tra capelli e occhialino aveva un aspetto che ricordava il famoso Beatle Lennon e il maghetto Harry».
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«Non dimenticherò mai la sua generosità d’animo - interviene un altro grande amico di Raffaele - allora eravamo entrambi a Milano, io avevo deciso di aprire un centro sportivo e lui che studiava al Politecnico, pur non essendo interessato all’attività sportiva veniva solo per farmi un favore visto che il centro ero quasi deserto, questo denota la sua amicizia e la sua vicinanza». «In lui vedevo un vero vulcano di idee - prosegue un altro amico di Raffaele - aveva un modo di fare originalissimo e aveva sempre una parola di incoraggiamento per tutti. È una grandissima perdita per noi che abbiamo avuto la fortuna di conoscerlo». Intanto la notizia della tragica morte di Raffaele Bonazza ha creato vasto cordoglio nella scuola Iti, dove la mamma del giovane insegna e dove lo stesso ragazzo aveva frequentato negli anni delle superiori l’indirizzo informatico. Cordoglio è stato espresso anche dall’Accademia dei Maestri Artigiani, dal presidente Elleno Zucchini e dal coordinatore Marco Cappellari. Il papà di Raffaele era stato premiato dall’Accademia nel 2010 per la sua attività professionale.
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