Via dall’albergo tutti i profughi
La sindaca canta vittoria: i controlli stanno funzionando, i privati hanno rinunciato a ospitare i richiedenti asilo
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CODIGORO . «Codigoro ha trentadue ospiti migranti in meno». Lo ha annunciato ieri in conferenza stampa il sindaco Alice Zanardi: «Il gruppo è diminuito di 32 unità che corrisponde a circa il 30% delle presenza complessive finora registrate. Siamo riusciti a fissare questo numero, perché sono stati spostati altrove tutti i 25 migranti alloggiati presso l’hotel Aquila d’Oro, la cui proprietà che ha in corso una causa sfratto esecutiva con la gestione attuale, si è dichiarata contraria alla loro presenza, oltre ai sette migranti ospitati presso Casa Lea, adesso migranti sono a quota 68».
Così il primo cittadino nel corso di un incontro cui era presente anche l’assessore Samuele Bonazza, organizzato presso la residenza municipale». Un incontro nel corso del quale il sindaco codigorese ha inteso fare il punto della situazione dell’emergenza migranti che tanto clamore aveva suscitato non solo a livello locale, diventando un caso nazionale: «Ad un mese dall’esplosione della vicenda migranti, dopo avere effettuate le necessarie verifiche amministrative, sono iniziati i sopralluoghi nelle abitazioni che ospitano i gruppi di migranti che e che sono ancora in corso».
In quel momento, ricorda Zanardi «i migranti avrebbero dovuto avere una consistenza di 110-120 unità ed invece, con la nostra ferma presa di posizione, si erano attestati a 100». In diversi gruppi erano alloggiati, 25 presso l’Hotel Aquila d’oro, 7 alla Casa Lea, 7 alla Casa Famiglia Airone, 21 a Mezzogoro e gli ultimi 40 migranti, negli immobili di via per Lagosanto. Da quel momento, sottolinea il sindaco Zanardi «abbiamo cominciato a lavorare per diminuire le presenze per rientrare nei limiti previsti, perché a Codigoro si era creata una situazione che se fosse degenerata, sarebbe stata difficilmente gestibile». Inoltre, ha proseguito il primo cittadino codigorese, «tenteremo di abbassare ulteriormente la quota, fino al rispetto delle presenze a noi assegnate (di circa 35 unità, ndr). In questo modo, l’impegno assunto con la comunità da parte nostra, di diminuire in modo consistente la presenza dei migranti, è stato mantenuto. Ma non ci fermiamo e continueremo con i controlli accurati, convinta che questo sistema non funziona e rimane sempre aperto il problema dell’integrazione».
Proprio per questo, «ci attiveremo per eventualmente organizzare qualcosa che vada in questa direzione». Ma, ne è certa Zanardi, «il problema dei migranti resterà una questione aperta e forse anche irrisolta se la centralità per affrontare quella che ormai deve considerarsi un’emergenza sociale, deve tornare nella responsabilità dei sindaci che adesso sono all’oscuro degli arrivi oppure ne sono avvertiti solo contestualmente alla già decisa assegnazione degli stessi in abitazioni di ambito comunale». E rivela che «altri quattro cittadini erano disponibili a mettere a disposizione loro immobili, a Mezzogoro una di queste era dimensionata per 40 migranti ed in un altro caso, la disponibilità per un gruppo di sei migranti, ma siamo riusciti a dissuaderli». In ogni caso, tiene a sottolineare il sindaco, “Viene spesso considerato il diritto di chi viene accolto e mai si considerano i diritti di chi accoglie, invece anche noi meritiamo rispetto e considerazione».
Piergiorgio Felletti
Così il primo cittadino nel corso di un incontro cui era presente anche l’assessore Samuele Bonazza, organizzato presso la residenza municipale». Un incontro nel corso del quale il sindaco codigorese ha inteso fare il punto della situazione dell’emergenza migranti che tanto clamore aveva suscitato non solo a livello locale, diventando un caso nazionale: «Ad un mese dall’esplosione della vicenda migranti, dopo avere effettuate le necessarie verifiche amministrative, sono iniziati i sopralluoghi nelle abitazioni che ospitano i gruppi di migranti che e che sono ancora in corso».
In quel momento, ricorda Zanardi «i migranti avrebbero dovuto avere una consistenza di 110-120 unità ed invece, con la nostra ferma presa di posizione, si erano attestati a 100». In diversi gruppi erano alloggiati, 25 presso l’Hotel Aquila d’oro, 7 alla Casa Lea, 7 alla Casa Famiglia Airone, 21 a Mezzogoro e gli ultimi 40 migranti, negli immobili di via per Lagosanto. Da quel momento, sottolinea il sindaco Zanardi «abbiamo cominciato a lavorare per diminuire le presenze per rientrare nei limiti previsti, perché a Codigoro si era creata una situazione che se fosse degenerata, sarebbe stata difficilmente gestibile». Inoltre, ha proseguito il primo cittadino codigorese, «tenteremo di abbassare ulteriormente la quota, fino al rispetto delle presenze a noi assegnate (di circa 35 unità, ndr). In questo modo, l’impegno assunto con la comunità da parte nostra, di diminuire in modo consistente la presenza dei migranti, è stato mantenuto. Ma non ci fermiamo e continueremo con i controlli accurati, convinta che questo sistema non funziona e rimane sempre aperto il problema dell’integrazione».
Proprio per questo, «ci attiveremo per eventualmente organizzare qualcosa che vada in questa direzione». Ma, ne è certa Zanardi, «il problema dei migranti resterà una questione aperta e forse anche irrisolta se la centralità per affrontare quella che ormai deve considerarsi un’emergenza sociale, deve tornare nella responsabilità dei sindaci che adesso sono all’oscuro degli arrivi oppure ne sono avvertiti solo contestualmente alla già decisa assegnazione degli stessi in abitazioni di ambito comunale». E rivela che «altri quattro cittadini erano disponibili a mettere a disposizione loro immobili, a Mezzogoro una di queste era dimensionata per 40 migranti ed in un altro caso, la disponibilità per un gruppo di sei migranti, ma siamo riusciti a dissuaderli». In ogni caso, tiene a sottolineare il sindaco, “Viene spesso considerato il diritto di chi viene accolto e mai si considerano i diritti di chi accoglie, invece anche noi meritiamo rispetto e considerazione».
Piergiorgio Felletti
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