L’INVENZIONE
di Annarita Bova
SAN BIAGIO D’ARGENTA. Luciano e Paolo Brunelli sono zio e nipote. Il primo, in pensione, è un inventore a tutti gli effetti. Una di quelle persone che sa fare tutto perché si fa guidare da quella...
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SAN BIAGIO D’ARGENTA. Luciano e Paolo Brunelli sono zio e nipote. Il primo, in pensione, è un inventore a tutti gli effetti. Una di quelle persone che sa fare tutto perché si fa guidare da quella passione speciale che permette di non mollare mai. Il secondo è laureato in biologia all’Università di Ferrara e si è occupato per diversi anni di zanzare ed insetti. Insieme hanno inventato un nuovo sistema per la lotta alle zanzare con il quale sono riusciti ad ottenere un Brevetto per invenzione industriale. Allo zio brillano gli occhi. Il nipote vede, giustamente, la possibilità di un cielo azzurro in un futuro più o meno prossimo.
«Tra tutti i dispositivi disponibili ad oggi sul mercato, esistono svariate tipologie di trappole per la cattura degli adulti di zanzara con costi di solito relativamente elevati, diffusori di repellenti chimici in ambiente, racchette elettriche antizanzare, ma non è mai esistito un dispositivo che con la sua funzione, sia in grado prevenire lo sviluppo delle zanzare - spiega Paolo - ed è quello che invece proponiamo noi». L’invenzione riguarda un dispositivo automatico per la somministrazione di prodottilarvicidi, che permette di somministrare automaticamente e per tutta la stagione di lotta, un trattamento antilarvale, che può essere usato per qualsiasi altra specie di zanzara e insetto per cui sia necessaria l’eliminazione allo stadio larvale. Il progetto è stato concepito in modo da poter utilizzare tutti i prodotti antilarvali e principi attivi attualmente disponibili sul mercato, che siano essi di sintesi o biologici.
«Una volta installato il dispositivo, esso necessita di una manutenzione limitata al controllo della batteria ed alla sostituzione del prodotto larvicida una sola volta durante la stagione di lotta».
«I costi sarebbero contenuti - va avanti Luciano - perché il dispositivo è molto semplice da realizzare. La speranza è che possa essere interessata qualche azienda italiana perché la qualità in questi casi è fondamentale». Insomma, considerato che il prodotto può essere realizzato in diverse misure, si potrebbe utilizzare tanto per uso “casalingo” in tombini, vasi, caditoie ma anche in spazi decisamente più ampi e, solo per fare un esempio, potrebbe rappresentare una salvezza anche per i bar o i ristoranti e comunque tutte le attività che lavorano d’estate e all’aperto.
«Il punto è che le zanzare non devono proprio nascere - prosegue Paolo - altrimenti è una lotta persa. Ci possiamo difendere con insetticidi e quanto latro, ma il fastidio resta eccome. Occorre agire a monte, impedendo alle larve di maturare. E secondo noi possiamo arrivare a farlo sicuramente». Insomma, le basi ci sono tutte, il brevetto anche adesso serve qualcuno che ci creda e che abbia voglia di investire nel futuro.
«Tra tutti i dispositivi disponibili ad oggi sul mercato, esistono svariate tipologie di trappole per la cattura degli adulti di zanzara con costi di solito relativamente elevati, diffusori di repellenti chimici in ambiente, racchette elettriche antizanzare, ma non è mai esistito un dispositivo che con la sua funzione, sia in grado prevenire lo sviluppo delle zanzare - spiega Paolo - ed è quello che invece proponiamo noi». L’invenzione riguarda un dispositivo automatico per la somministrazione di prodottilarvicidi, che permette di somministrare automaticamente e per tutta la stagione di lotta, un trattamento antilarvale, che può essere usato per qualsiasi altra specie di zanzara e insetto per cui sia necessaria l’eliminazione allo stadio larvale. Il progetto è stato concepito in modo da poter utilizzare tutti i prodotti antilarvali e principi attivi attualmente disponibili sul mercato, che siano essi di sintesi o biologici.
«Una volta installato il dispositivo, esso necessita di una manutenzione limitata al controllo della batteria ed alla sostituzione del prodotto larvicida una sola volta durante la stagione di lotta».
«I costi sarebbero contenuti - va avanti Luciano - perché il dispositivo è molto semplice da realizzare. La speranza è che possa essere interessata qualche azienda italiana perché la qualità in questi casi è fondamentale». Insomma, considerato che il prodotto può essere realizzato in diverse misure, si potrebbe utilizzare tanto per uso “casalingo” in tombini, vasi, caditoie ma anche in spazi decisamente più ampi e, solo per fare un esempio, potrebbe rappresentare una salvezza anche per i bar o i ristoranti e comunque tutte le attività che lavorano d’estate e all’aperto.
«Il punto è che le zanzare non devono proprio nascere - prosegue Paolo - altrimenti è una lotta persa. Ci possiamo difendere con insetticidi e quanto latro, ma il fastidio resta eccome. Occorre agire a monte, impedendo alle larve di maturare. E secondo noi possiamo arrivare a farlo sicuramente». Insomma, le basi ci sono tutte, il brevetto anche adesso serve qualcuno che ci creda e che abbia voglia di investire nel futuro.
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