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Profughi, una task force per le visite e i vaccini

Profughi, una task force per le visite e i vaccini

Sono nove i professionisti di guardia medica incaricati del servizio ai rifugiati L’ambulatorio Asl è ospitato nella sede Caritas, i costi sono sostenuti dall’Asp

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L’arrivo di profughi da Bologna attiva automaticamente, a Ferrara, una sequenza di azioni programmate per l’accoglienza. Tra queste c’è l’assistenza sanitaria garantita ai richiedenti asilo grazie a una task force composta da nove medici di continuità assistenziale (guardia medica) che hanno dato la loro disponibilità ad effettuare il servizio. I nuovi incarichi sono stati affidati dall’Asl alla fine del mese scorso, la loro durata è di dieci mesi: tra l’1 settembre 2017 e il 30 giugno 2018.

Il servizio “separato” rispetto ai normali turni di guardia medica ha l’obiettivo di evitare che l’attività sanitaria riservata ai richiedenti asilo vada ad accavallarsi con i turni fissati per le visite e le consulenze telefoniche rivolti all’utenza ordinaria. Un flusso che soffre a sua volta di un eccesso di richieste che si concentra in particolare in alcuni periodi dell’anno (per le epidemie influenzali, ad esempio).

Ai nove professionisti reclutati l’Asl ha delegato una funzione che prevede lo svolgimento «di imprevisti ed urgenti brevi turni di attività ambulatoriale presso i locali della Caritas di Ferrara e turni di reperibilità oraria, secondo una programmazione mensile» redatta dal coordinatore della guardia medica di Ferrara.

Tra le competenze dei camici bianchi c’è l’esecuzione della «prima visita di screening di cittadini extracomunitari inviati da parte dell’hub regionale e dai competenti uffici della prefettura di Ferrara». Organismi che hanno il compito di gestire l’accoglienza (anche se nei mesi più recenti, escluse forse le ultime settimane dopo il rallentamento degli sbarchi seguito alle nuove disposizioni nazionali che regolano l’attività delle ong, i flussi sono stati di fatto smistati in “emergenza” e con preavvisi ridotti a poche ore) e di smistare i rifugiati sul territorio.

La gestione regionale degli ingressi prevede che ogni territorio si doti di strutture dedicate ai cittadini extracomunitari che chiedono protezione internazionale per i controlli sanitari e «la profilassi vaccinale», attività che viene fornita in affiancamento, come si diceva, ai turni ordinari della guardia medica.

L’integrazione delle funzioni esercitate dal servizio di continuità assistenziale prevede l’esecuzione di attività ambulatoriale retribuita con un compenso orario di 32 euro e la programmazione di turni di reperibilità di 12 ore (dalle ore 8 alle ore 20) da svolgersi nelle «sole giornate di sabato e domenica», servizi pagati con un compenso forfettario di 50 euro. A sostenere i costi è l’Azienda Servizi alla Persona di Ferrara che rimborsa l’Asl.

Nella sede della Caritas di via Brasavola l’ambulatorio è aperto tre volte a settimana per le visite, le reperibilità del week end servono per affrontare eventuali arrivi o urgenze. (gi.ca.)



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