Accordo per la Lamborghini Firma la Fim, Fiom non ci sta
DOSSO . Accordo al ministero del Lavoro sulla procedura di mobilità del gruppo Ferroli, aperta lo scorso 7 luglio annunciando la riduzione di 542 lavoratori sui 1.170 occupati. Siglati i verbali d’acc...
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DOSSO . Accordo al ministero del Lavoro sulla procedura di mobilità del gruppo Ferroli, aperta lo scorso 7 luglio annunciando la riduzione di 542 lavoratori sui 1.170 occupati. Siglati i verbali d’accordo per i siti Ferroli di San Bonifacio (Vr) e Lamborghini Calor di Dosso, dopo quello dello scorso 7 settembre riferito allo stabilimento di Alano di Piave (Belluno). Dopo quasi tre mesi di trattativa il numero degli esuberi è sceso a 343 unità nel gruppo. L’accordo è stato siglato dalla sola Fim-Cisl, mentre la Fiom-Cgil ha ritirato la delegazione dal tavolo nelle fasi finali della trattativa in quanto non accetta che vengono effettuati licenziamenti non su base volontaria . .
«Ci aspettiamo – sostiene Mirian Tartari, Rsu Fim Cisl Lamborghini- che la direzione continui a investire nella ricerca e sviluppo dei bruciatori Lamborghini per poter ritrovare la quota di mercato che aveva fino a pochi anni fa. Importanti saranno i percorsi formativi per le professionalità interne e soprattutto per coloro che dovranno ricollocarsi nel mondo del lavoro».
Nei tre accordi sottoscritti «non è preclusa la possibilità individuale di opporsi al licenziamento. La nostra azione di tutela non è terminata - chiude Massimiliano Nobis segretario Fim Cisl Veneto, coordinatore al tavolo ministeriale per Fim nazionale -. Ora dovranno partire con Anpal e Regioni Veneto ed Emilia Romagna le politiche attive per la ricollocazione nel più breve tempo possibile dei lavoratori in esubero. La Fiom parla di “licenziamenti mascherati”, ma la verità è che sono reali. Per questo la Fim ha scelto di assumersi le responsabilità di governare questa drammatica situazione per ridare speranza lavorativa a coloro che lasceranno la Ferroli con la contrattazione di percorsi di politiche attive».
«Ci aspettiamo – sostiene Mirian Tartari, Rsu Fim Cisl Lamborghini- che la direzione continui a investire nella ricerca e sviluppo dei bruciatori Lamborghini per poter ritrovare la quota di mercato che aveva fino a pochi anni fa. Importanti saranno i percorsi formativi per le professionalità interne e soprattutto per coloro che dovranno ricollocarsi nel mondo del lavoro».
Nei tre accordi sottoscritti «non è preclusa la possibilità individuale di opporsi al licenziamento. La nostra azione di tutela non è terminata - chiude Massimiliano Nobis segretario Fim Cisl Veneto, coordinatore al tavolo ministeriale per Fim nazionale -. Ora dovranno partire con Anpal e Regioni Veneto ed Emilia Romagna le politiche attive per la ricollocazione nel più breve tempo possibile dei lavoratori in esubero. La Fiom parla di “licenziamenti mascherati”, ma la verità è che sono reali. Per questo la Fim ha scelto di assumersi le responsabilità di governare questa drammatica situazione per ridare speranza lavorativa a coloro che lasceranno la Ferroli con la contrattazione di percorsi di politiche attive».
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