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All’Archivio di Stato le terre contese del Delta

Una mostra-convegno sulle “Giovani terre contese del delta del Po” è stata inaugurata domenica 24 presso l'Archivio di Stato di Corso Giovecca. Con la mostra è stata presa in esame l'area del delta...

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Una mostra-convegno sulle “Giovani terre contese del delta del Po” è stata inaugurata domenica 24 presso l'Archivio di Stato di Corso Giovecca. Con la mostra è stata presa in esame l'area del delta del Po così come si è andata formando dagli inizi del 1600 dopo il taglio di Porto Viro, deciso dai veneziani alla fine 1598; divisa in tre sezioni, si riferisce agli ambiti storico-cronologici dei secoli XVII e XVIII (con fortificazioni seicentesche e settecentesche, da un lato venete dall'altro papaline-ferraresi), del secolo XIX (con in risalto il telegrafo ottico, innovazione napoleonica di grande portata strategica, che superava la lentezza delle comunicazioni a cavallo e la sezione dedicata alla Grande Guerra. È la direttrice Cristina Sanguineti insieme a Luigi Ciontegiacomo direttore dell'Archivio di Rovigo e Antonio Giolo direttore di Ce.ri.do, che introduce spiegando l'importanza dello studio fatto, che conferma la straordinaria ricchezza del fondo dei periti agrimensori conservato nell'Archivio di Stato. «Le mappe del perito camerale pontificio Giovanni Iacomelli sulle quali si soffermerà poi diffusamente lo storico Luciano Chiereghin - ha esordito - sono splendide e dettagliatissime e l'Archivio di Stato di Ferrara le ha messe a disposizione del ricercatore in riproduzione così da consentirgli di individuare con precisione, tramite attente operazioni di georeferenziazione, gli esatti siti in cui furono edificate le fortificazioni». L'edizione ferrarese della mostra itinerante (ricerca stampata su 22 pannelli) si caratterizza perciò per l'esposizione degli esemplari originali delle mappe settecentesche, oltre che per l'esposizione di un modello in legno del telegrafo ottico. L' appassionata relazione di Chiereghin ha dapprima riguardato gli aspetti metodologici della ricerca, illustrando come sia riuscito attraverso la paziente georeferenziazione a individuare con precisione i siti dove furono erette le fortificazioni, operazione che non era mai riuscita sinora ad alcun ricercatore vista la mutevolezza del corso del fiume e la difficoltà di trovare punti fermi per il lavoro di sovrapposizione delle mappe antiche sulle moderne. L'esempio pratico ha riguardato i forti Bocchetta, ferrarese-pontificio, e Donzella, veneto, quest'ultimo dalla caratteristica forma a stella a otto punte.

È seguita una dimostrazione del funzionamento del telegrafo ottico e una visita guidata alla prima sezione della mostra. All'inaugurazione era presente anche Franco Cazzola che ha ricordato quanto le nuove terre formatesi dopo il taglio di Porto Viro siano state a lungo oggetto di contesa fra Venezia e Ferrara.

Margherita Goberti



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