Omicidio, revocati i domiciliari
di Alessandra Mura
Ambrogio, norme non rispettate dalla donna che uccise il compagno, ma non andrà subito in carcere
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AMBROGIO. Quattro giorni dopo avere ucciso a coltellate il compagno Mirko Barioni aveva avuto la possibilità di tornare a casa dai suoi cari. Per Lara Mazzoni, 45 anni, arrestata il 3 giugno per omicidio, la detenzione nel carcere femminile della Dozza di Bologna si era interrotta il 7 giugno, quando il giudice Monica Bighetti aveva disposto gli arresti domiciliari, rigettando la richiesta di custodia in carcere avanzata dal pubblico ministero Isabella Cavallari.
A distanza di poco più di tre mesi, quella misura cautelare più “mite” è stata revocata dal tribunale del Riesame, su istanza della procura ferrarese. Per i giudici sono venuti meno i presupposti che avevano permesso alla donna di scontare la detenzione preventiva ai domiciliari. A cominciare dalla necessità di accudire la figlia più piccola, che ha solo tre anni, e che in questi mesi è stata invece affidata alle cure della nonna materna. Ma a determinare la decisione del Riesame è stata soprattutto la condotta della donna, che in più di un’occasione non ha rispettato le norme sulla detenzione domiciliare. Da qui dunque la revoca, disposta nei giorni scorsi dal Riesame, ma che non implica automaticamente il ritorno in carcere. L’ordinanza del Tribunale resta infatti sospesa fino alla scadenza dei termini (10 giorni) per l’eventuale (e si direbbe scontata) impugnazione da parte della difesa. In caso di ricorso, poi, la revoca continuerà a rimanere sospesa fino al pronunciamento della Corte di Cassazione.
Allora, a giugno, pochi giorni dopo il delitto, il gip di Ferrara ritenne che per Lara Mazzoni il carcere non fosse la soluzione giudiziaria più adeguata; dopo quattro ore e mezza di camera di consiglio aveva concesso i domiciliari, valutando le attenuanti legate a quel rapporto turbolento e a tratti violento con la vittima. Il delitto arrivò al culmine di una lite scoppiata al termine di quella che avrebbe dovuto essere una giornata di svago al mare. La coppia, insieme alla loro bimba, alla figlia quindicenne della Mazzoni (avuta da un precedente rapporto) e al fidanzatino di lei aveva trascorso il pomeriggio a Lido Nazioni, guardando la partita di Champions allo Chalet del Mare. Durante il viaggio di ritorno verso Ambrogio la coppia comincia a litigare. Una volta giunti a casa Lara era corsa in cucina, aveva preso un coltello e, tornata in giardino, aveva colpito a morte il compagno.
A distanza di poco più di tre mesi, quella misura cautelare più “mite” è stata revocata dal tribunale del Riesame, su istanza della procura ferrarese. Per i giudici sono venuti meno i presupposti che avevano permesso alla donna di scontare la detenzione preventiva ai domiciliari. A cominciare dalla necessità di accudire la figlia più piccola, che ha solo tre anni, e che in questi mesi è stata invece affidata alle cure della nonna materna. Ma a determinare la decisione del Riesame è stata soprattutto la condotta della donna, che in più di un’occasione non ha rispettato le norme sulla detenzione domiciliare. Da qui dunque la revoca, disposta nei giorni scorsi dal Riesame, ma che non implica automaticamente il ritorno in carcere. L’ordinanza del Tribunale resta infatti sospesa fino alla scadenza dei termini (10 giorni) per l’eventuale (e si direbbe scontata) impugnazione da parte della difesa. In caso di ricorso, poi, la revoca continuerà a rimanere sospesa fino al pronunciamento della Corte di Cassazione.
Allora, a giugno, pochi giorni dopo il delitto, il gip di Ferrara ritenne che per Lara Mazzoni il carcere non fosse la soluzione giudiziaria più adeguata; dopo quattro ore e mezza di camera di consiglio aveva concesso i domiciliari, valutando le attenuanti legate a quel rapporto turbolento e a tratti violento con la vittima. Il delitto arrivò al culmine di una lite scoppiata al termine di quella che avrebbe dovuto essere una giornata di svago al mare. La coppia, insieme alla loro bimba, alla figlia quindicenne della Mazzoni (avuta da un precedente rapporto) e al fidanzatino di lei aveva trascorso il pomeriggio a Lido Nazioni, guardando la partita di Champions allo Chalet del Mare. Durante il viaggio di ritorno verso Ambrogio la coppia comincia a litigare. Una volta giunti a casa Lara era corsa in cucina, aveva preso un coltello e, tornata in giardino, aveva colpito a morte il compagno.
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